Catering e banqueting, un business da 2,2 miliardi in cerca di una precisa identità
Giro d’affari cresciuto di oltre il 20% negli ultimi due anni per un settore con 100mila addetti e imprese sempre più strutturate. Aumentano anche i grandi chef e gli hotel di fascia alta che operano nel comparto
4' min read
I punti chiave
4' min read
Il catering e la banchettistica hanno chiuso il 2024 con un aumento del giro d’affari del 5,8%, che arriva dopo un ottimo 2023 (+15%). Sono attività che valgono in Italia oltre 2,2 miliardi di euro e danno lavoro a più di 100mila addetti, di cui 14mila dipendenti a tempo indeterminato. Spesso operano dietro le quinte e forse proprio per questo il settore fatica ad avere una chiara riconoscibilità e visibilità. Ma le imprese sono sempre più strutturate e desiderose di affermare una propria precisa identità.
«Spesso le aziende di banqueting e catering sono più vicine a una piccola industria alimentare che a un pubblico esercizio che effettua ristorazione o attività di bar-pasticceria e gastronomia. C’è stata un’evoluzione in termini di dimensioni e complessità, per fare fronte a una domanda crescente e sempre più esigente. Le società di catering e banqueting sviluppano numeri più grandi di un ristorante, prevedono l’utilizzo di mezzi di trasporto e di macchinari, hanno più dipendenti» A parlare è Valentina Picca Bianchi, vicepresidente di Anbc, l’Associazione nazionale banquiting e catering aderente a Fipe Confcommercio.
Dalla logistica al servizio su misura
«Si pensi soprattutto a tutta l’attività di logistica che c’è dietro l’organizzazione di un ricevimento o del servizio di ristorazione per un grande evento, dal cibo da trasportare secondo norme precise di conservazione e refrigerazione fino al montaggio e smontaggio di tavoli e attrezzature. E poi si offre un servizio sempre più completo: dalla musica alle coreografie, agli addobbi floreali. Basti pensare che nell’ultimo contratto di categoria sono state aggiunte tre pagine dedicate alle figure professionali specifiche per il banqueting», continua Picca Bianchi.
Difficile però quantificare il numero preciso di aziende che lavorano nel settore: secondo Fipe oltre 3mila, ma probabilmente meno della metà di queste lo fa come attività esclusiva o prevalente. Il problema è legato ai codici Ateco che spesso vengono aggiunti al momento della creazione delle società per avere la possibilità di svolgere più attività.
Durante la crisi del Covid tutto l’horeca si è “reinventato” per l’attività da asporto e le consegne a domicilio, ma il catering legato agli eventi in presenza è stato probabilmente quello che ha sofferto di più. «Anche perché nel nostro settore c’è maggiore programmazione – argomenta Picca Bianchi, fondatrice della Whitericevimenti – e servono tempi più lunghi sia che si tratti di un matrimonio che di una convention aziendale ».



