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Collegare i punti: come gestire una forza lavoro sempre più dispersa

La tecnologia e la flessibilità lavorativa ha permesso la nascita dei nomadi digitali, ma gestire team dispersi richiede strategie specifiche

(Adobe Stock)

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Per molti lavoratori, il pendolarismo è ormai un ricordo lontano. Negli ultimi cinque anni il lavoro remoto e ibrido ha permesso alle persone di vivere lontano dal luogo di lavoro, anche in altri paesi, diventando “nomadi digitali”.

La possibilità di lavorare in modo flessibile è cruciale per molti dipendenti. I Millennials e la Gen Z danno priorità all’equilibrio tra lavoro e vita privata nella scelta del datore di lavoro. I datori che offrono opzioni di lavoro remoto o ibrido possono attirare e mantenere personale qualificato, aumentando impegno e lealtà.

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Tuttavia, i lavoratori sparsi in diverse geografie creano complessità per le organizzazioni. Gestire il personale e promuovere la collaborazione è più facile di persona, poiché i manager possono monitorare meglio i progressi, discutere problemi e rilevare criticità, mentre i team si sentono più autorizzati a risolvere questioni se sono nello stesso luogo. I lavoratori da remoto possono sentirsi invece meno visibili. I giovani rischiano di perdere l’apprendimento dai colleghi più esperti e i genitori temono di sembrare meno “presenti” al lavoro. Lavorare da casa può far sentire sempre “attivi”, portando a lavorare molte più ore, anche di sera o nei fine settimana, aumentando stress e ansia, e compromettendo l’equilibrio tra vita lavorativa e privata.

Gestire team in diverse regioni implica conciliare differenze culturali, fusi orari e molteplici questioni legali, come protezione dati, privacy, leggi sul lavoro e tassazione. La conformità è complessa, poiché le regole variano tra regioni e nel tempo. La mobilità dei lavoratori ibridi e nomadi digitali complica ulteriormente la situazione.

Come orientarsi e gestire il lavoro ibrido e da remoto

Per affrontare queste sfide, è fondamentale gestire l’impatto sulle attività, promuovere l’inclusione per i lavoratori remoti e ibridi, comprendere il profilo della forza lavoro e seguire le normative globali in evoluzione. È importante creare una cultura aziendale coesa facendo sentire tutti parte del team, anche se tutti lavorano da remoto, e assicurarsi che i nuovi assunti ricevano onboarding in sede per formare connessioni vitali. Diventa fondamentale programmare “giorni di team” regolari per i lavoratori ibridi e organizzare occasionali incontri fuori sede ed eventi sociali per permettere alle persone di conoscersi e celebrare i successi insieme.

Inoltre, è importante implementare politiche che delineino chiaramente le aspettative e i parametri aziendali per il lavoro remoto e ibrido, formando i manager sui potenziali problemi che potrebbero sorgere e istruirli su come gestirli efficacemente da remoto. E’ utile confrontare l’azienda con altre organizzazioni di dimensioni simili, del medesimo settore o regione, o a livello globale, utilizzando dati analitici aggiornati e affidabili per supportare decisioni solide, sviluppare delle politiche e misurare le prestazioni.

Assicurare equità a tutto il personale

Occorre poi stabilire canali di comunicazione chiari affinché il personale possa informare tempestivamente le persone di eventuali cambiamenti di posizione, garantendo così la costante conoscenza della loro ubicazione, poiché ciò potrebbe influenzare gli obblighi legali e normativi applicabili. Bisogna considerare attentamente come assicurare equità e conformità normativa in ambiti quali retribuzione, tassazione, privacy dei dati e altre questioni relative alle risorse umane e lavorative, inclusa l’uguaglianza di opportunità e l’accesso a benefici come l’assistenza sanitaria privata o il congedo retribuito in ogni giurisdizione pertinente. Collaborare con esperti in paghe, risorse umane e conformità può facilitare la navigazione in questo contesto complesso con sicurezza.

Quando viene selezionato il supporto adeguato, è consigliabile cercare partner affidabili con una vasta esperienza e una credibilità consolidata. È fondamentale che questi partner combinino una portata globale con una competenza locale, mantenendo al contempo una visione internazionale completa. Inoltre, devono essere pronti a supportare l’azienda nell’affrontare nuove sfide mentre l’attività cresce e si espande in nuove aree.

Gestire un’organizzazione con una forza lavoro dispersa è attualmente una realtà per molti datori di lavoro. Sebbene i pro e i contro del lavoro remoto siano ancora oggetto di dibattito, sembra improbabile che questa tendenza si inverta. Una significativa parte dei lavoratori è riluttante a rinunciare alla libertà di lavorare da casa o da altre sedi almeno parzialmente durante la settimana. Molte aziende stanno riconoscendo i benefici derivanti dal consentire tale modalità di lavoro. I datori di lavoro devono procedere con cautela nella gestione logistica per garantire un adeguato supporto ai lavoratori, coinvolgendo pienamente i talenti e prevenendo eventuali lacune.

*Vicepresidente Esecutivo di ADP International

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