Sbagliando si impara

Come coinvolgere la Generazione Z negli eventi aziendali

Le strategie vincenti per coinvolgere la Generazione Z negli eventi aziendali e soddisfare le loro aspettative

di Alessandra Milanesi*

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La generazione Z, che comprende i nati tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2010, sta avendo un impatto significativo nelle strategie di marketing di numerose aziende e, quindi, nel mondo degli eventi. A confermare questa tendenza, molti dei nostri clienti, appartenenti a categorie merceologiche anche molto diverse tra loro, soprattutto in questi ultimi mesi ci hanno fatto presente la necessità di avvicinarsi e tenere sempre più in considerazione questo target nella progettazione dei nostri eventi.

Questo ci porta sempre più a dover pensare e sviluppare idee e format innovativi, in linea con i bisogni di una generazione, le cui preferenze e aspettative influenzano, in alcuni casi in maniera decisamente rilevante, il modo in cui gli eventi devono essere progettati e gestiti.

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Sicuramente alcuni dei punti chiave che occorre considerare è che la GEN Z è cresciuta con la tecnologia digitale e quindi si aspetta che gli eventi siano il più possibile interattivi, immersivi e integrati con piattaforme digitali: largo spazio quindi a realtà aumentata e soluzioni digitali!

I social media giocano un ruolo fondamentale: i giovani Z condividono gran parte delle proprie esperienze online, quindi è opportuno pensare a soluzioni il più possibili “instagrammabili” e, ancora meglio, soluzioni che prevedono l’integrazione di momenti di gioco - la cosidetta “gamification”.

Un’esperienza personalizzata

Recenti studi dimostrano che la generazione Z attribuisce particolare attenzione e importanza alla personalizzazione: tanto più un’esperienza è cucita su misura e riflette le proprie attitudini ed i propri interessi tanto più viene apprezzata.

Grande attenzione inoltre viene attribuita a cause sociali e temi legati alla sostenibilità ambientale. I giovani Z mostrano particolare consapevolezza, infatti, rispetto alle problematiche sociali, politiche ed ambientali, esprimendo maggiore preferenza per marchi o cause che riflettono valori come l’inclusività e la diversità, sia culturale che di genere. Questa generazione è più aperta e accogliente di quelle precedenti nei confronti di tutte le identità, complice la connettività globale che ha facilitato lo sviluppo di una visione del mondo ampia e cosmopolita, con un interesse per le culture diverse e una forte presenza in movimenti globali.

Rispetto al mondo del lavoro e dell’educazione, diverse ricerche dimostrano che la GEN Z mostra pragmaticità e preferenza verso percorsi formativi che offrano competenze pratiche e applicabili direttamente nel lavoro, esprimendo, naturalmente, preferenza per modalità di apprendimento online e che diano loro certificazioni specifiche. Molti sono attratti da opportunità di lavoro flessibili e remote, che garantiscano una certa stabilità e valutano positivamente i datori di lavoro che offrono un equilibrio tra vita lavorativa e privata.

Considerare le aspettative della GenZ

Alla luce di tutto quanto detto finora, possiamo domandarci: quali sono le aspettative future della GEN Z che dobbiamo sempre più prendere in considerazione ai fini di un loro coinvolgimento nei nostri eventi aziendali?

Sicuramente occorre pensare ad eventi che offrano esperienze interattive e il più possibile coinvolgenti, ovviamente anche virtuali o ibride. Eventi che siano sostenibili, che promuovano ad esempio zero sprechi, utilizzo di materiali riciclati e addirittura - perché no – che offrano loro la possibilità di raggiungere la location con mezzi pubblici gratuiti o scontati.

E’ importante prevedere esperienze che vedano il coinvolgimento di influencer, che vengono sempre più visti e vissuti come fonti autentiche di consigli e recensioni. Più raccontiamo a questo target esperienze autentiche, storie reali con brevi video, possibilmente tramite social come Istagram, Tiktok o Youtube, con una comunicazione chiara e trasparente a supporto di messaggi sociali o educativi, più probabilità abbiamo di farci ascoltare e suscitare interesse. Perché non pensare ad esempio ad attività pratiche come laboratori di riciclo creativo, esplorazioni di ambienti naturali attraverso realtà aumentata, performance di artisti emergenti, mostre di arte digitale su temi ambientali o sociali?

Ancora meglio se offriamo una modalità di comunicazione bilaterale in cui il target di riferimento non sia solo passivo ascoltatore ma possa essere coinvolto per esprimere la propria idea, le proprie esigenze, aspettative e feedback, ad esempio, tramite sondaggi o forum di discussione, spazi fisici o virtuali di confronto con coetanei ma anche con professionisti ed attivisti.

Insomma, concludendo, penso che se l’obiettivo di un evento sia raggiungere la GEN Z occorra pensare in primis ad un’esperienza capace di coniugare gli obiettivi aziendali ai valori di questo target, che sia quindi un giusto mix di apprendimento, networking, coinvolgimento, con grande attenzione alle tematiche di attualità.

(*) Partner di Newton SpA

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