Così il manager-coach può trattenere il talento in azienda
Alcuni consigli pratici per contrastare gli effetti della Great Resignation e vincere la nuova guerra dei talenti
di Irene Morrione *
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I leader nelle organizzazioni si trovano oggi ad affrontare una nuova “guerra dei talenti”, felice espressione coniata da McKinsey negli anni 70 e tornata in auge nel post pandemia. Quello della “Great Resignation”, infatti, è un tema molto caldo. In Italia, nei primi nove mesi del 2022, oltre 1,6 milioni lavoratori si sono dimessi: il 22% in più rispetto allo stesso periodo del 2021. Nel solo terzo trimestre dell’anno scorso, le dimissioni sono state pari a 562mila, in crescita del 6,6% sul terzo trimestre 2021.
Trattenere i talenti in azienda è una sfida adattiva, nella quale le soluzioni tecniche, come ad esempio offrire uno stipendio più alto o benefit più allettanti, si rivelano spesso insufficienti. Le sfide adattive, infatti, richiedono un nuovo modo di “essere e di pensare” per adattarsi al contesto che cambia. È qui che una leadership orientata al coaching diventa arma vincente nella nuova guerra dei talenti.
Le cause della fuga di massa
L’allontanamento e la disaffezione da un contesto organizzativo oggi spesso si verificano come conseguenza di una cultura manageriale di stampo direttivo, molto concentrata sul controllo delle performance e meno attenta a motivare le persone. L’improvviso senso di precarietà che ci ha investito come una sorta di trauma collettivo e il progressivo introdursi di forme di lavoro agile, hanno ampliato nei lavoratori la consapevolezza rispetto ai propri reali bisogni e in molti si è acceso il desiderio di un lavoro che fosse realmente connesso con il proprio purpose individuale e che facilitasse l’espressione del sé autentico.
Quei contesti organizzativi dove le persone si sentono dei numeri al servizio del business vengono, così oggi, più facilmente abbandonati da chi è alla ricerca, non solo di condizioni migliori, ma anche di contesti in cui la classe manageriale sia in grado di valorizzare le unicità e di adattarsi rapidamente ai cambiamenti del nuovo mercato del lavoro emergente. Le aziende sono dunque sempre più consapevoli dell'importanza di avere al proprio interno manager in grado di creare legami tra persona e organizzazione.

