Delega fiscale e autonomi: le novità dalla flat tax ai versamenti mensili
Dal Mef una proposta di mediazione per superare l’impasse dovuta alle frizioni tra i partiti della maggioranza
di Nicola Barone
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I punti chiave
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Dallo scivolo della flat tax al cashback fiscale, dalla clausola per escludere un aumento delle tasse all’estensione della semplificazione degli adempimenti in via telematica. È pronta la proposta di mediazione elaborata dal Mef per sbloccare lo stallo della delega fiscale. E la commissione Finanze della Camera è convocata oggi, 5 aprile, alle 21 per riprendere le votazioni degli emendamenti, dopo il mese di sosta seguito alla spaccatura sulla riforma del Catasto. Alcune delle novità riguardano il mondo dei cosiddetti autonomi.
Scivolo 2 anni per chi esce da flat tax
Chi esce dal regime forfettario potrà beneficiare di uno scivolo di 2 anni per approdare a quello ordinario: è finalizzata a «favorire l’emersione degli imponibili» la modifica alla flat tax per gli autonomi fino a 65mila euro, secondo la riformulazione degli emendamenti alla delega fiscale.
Si prevede un’imposta opzionale per chi supera il tetto di ricavi o compensi, fino una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi applicativi idonei a evitare comportamenti elusivi. Una quota del gettito della flat tax - altra novità - sarà destinata a Comuni e Regioni sulla base della residenza dei contribuenti, «garantendo la neutralità finanziaria tra i vari livelli di governo interessati».
Mensilizzazione di acconti e saldi
Nella delega viene confermata la «progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale attraverso l’applicazione, a regime, della medesima aliquota proporzionale di tassazione e, in via transitoria, di 2 aliquote di tassazione proporzionale, ai redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare».
In un emendamento si prevede poi, per autonomi e imprenditori, l’obiettivo di una «più equa ridistribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva mensilizzazione degli acconti e dei saldi e l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconto, senza maggiori oneri per le finanze pubbliche». Ora la questione si sposta sul piano politico e non è affatto scontato un iter senza altri scossoni per il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri 6 mesi fa senza il voto dei rappresentanti della Lega.
