Flat tax, cashback e addio Irap: ecco il nuovo testo della delega fiscale
Le novità nelle riformulazioni degli emendamenti alla delega fiscale inviati dal Mef ai gruppi di maggioranza. Martedì 5 aprile, alle 13.45 è convocata una riunione di maggioranza, poi alle 20 in commissione Finanze alla Camera comincerà l’esame delle proposte di modifica
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I punti chiave
- Verso scivolo 2 anni per chi esce da flat tax
- Clausola per escludere aumento pressione
- Le misure per il graduale superamento dell’Irap
- Sanzioni più leggere sugli errori
- Cashback con priorità spese sociosanitarie
- Pieno utilizzo dei dati messi a disposizione dalla fatturazione elettronica
- Rispetto dell’autonomia tributaria degli enti territoriali
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Dallo scivolo di due anni per la flat tax al cashback fiscale, dal principio di equità orizzontale alla priorità per società di persone, studi associati e società fra professionisti per il graduale superamento dell’Irap, alla clausola di salvaguardia per escludere una aumento della pressione fiscale, a sanzioni più soft sugli errori: sono alcune delle novità nelle riformulazioni degli emendamenti alla delega fiscale inviati dal Mef ai gruppi di maggioranza, su cui si è lavorato in queste settimane per ottenere convergenza politica, dopo il braccio di ferro tra l’esecutivo e una parte della maggioranza (in prima fila la Lega) sulla riforma del catasto, e fare approdare in Aula il provvedimento il 19 aprile.
Domani, martedì 5 aprile, alle 13.45 è convocata una riunione di maggioranza, poi alle 20 in commissione Finanze alla Camera comincerà l’esame degli emendamenti.
Verso scivolo 2 anni per chi esce da flat tax
Chi esce dal regime forfettario potrà beneficiare di uno scivolo di due anni per approdare a quello ordinario: è finalizzata a «favorire l’emersione degli imponibili» la modifica alla flat tax per gli autonomi fino a 65mila euro, secondo la riformulazione degli emendamenti alla delega fiscale. Si prevede in particolare un’imposta opzionale per chi supera il tetto di ricavi o compensi, fino una soglia da determinare con i decreti legislativi e con l’individuazione di meccanismi applicativi idonei a evitare comportamenti elusivi. Una quota del gettito della flat tax - altra novità - sarà destinata a Comuni e Regioni sulla base della residenza dei contribuenti, «garantendo la neutralità finanziaria tra i vari livelli di governo interessati». Nella delega è confermata la «progressiva e tendenziale evoluzione del sistema verso un modello compiutamente duale attraverso l’applicazione, a regime, della medesima aliquota proporzionale di tassazione e, in via transitoria, di due aliquote di tassazione proporzionale, ai redditi derivanti dall’impiego del capitale, anche nel mercato immobiliare». In un emendamento si prevede poi, per autonomi e imprenditori, l’obiettivo di una «più equa ridistribuzione del carico fiscale nel corso del tempo, anche attraverso un meccanismo di progressiva mensilizzazione degli acconti e dei saldi e l’eventuale riduzione della ritenuta d’acconto, senza maggiori oneri per le finanze pubbliche».
Clausola per escludere aumento pressione
Dalla riforma del fisco «non deve derivare un incremento della pressione tributaria rispetto a quella derivante dall’applicazione della legislazione vigente». È la clausola di salvaguardia destinata a essere introdotta nella delega fiscale attraverso la riformulazione di uno degli emendamenti.
Le misure per il graduale superamento dell’Irap
Fra gli emendamenti su cui si è lavorato in queste settimane per ottenere convergenza politica, uno prevede la «priorità per le società di persone, gli studi associati e le società tra professionisti» nel graduale superamento dell’Irap, che il Governo è delegato ad attuare con i decreti legislativi. Le misure per il superamento dell’Irap, oltre a garantire il finanziamento del fabbisogno sanitario, come previsto dal testo originale, in base a un emendamento riformulato garantiscono «gettiti in misura equivalente per le regioni che presentano squilibri di bilancio sanitario» e per quelle «sottoposte a piani di rientro che, in base alla legislazione vigente, comportano l’applicazione, anche automatica, di aliquote dell’Irap a maggiori di quelle minime». Questi interventi, viene precisato, «non devono generare aggravi di alcun tipo sui redditi da lavoro dipendente e da pensione».
