Dantedì 2021: Beatrice e le altre sue donne
L’ultimo libro di Marco Santagata è dedicato all’universo femminile di Dante, dal personaggio di Beatrice alle figure storiche
di Claudio Giunta
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I punti chiave
- Le donne del poeta
- Donne reali, storiche
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Il tema - le donne di Dante - potrebbe apparire futile, ma se trattato seriamente non lo è per niente, anche perché obbliga a fare i conti sia con la biografia del poeta sia con la sua opera.
Quanto alla prima, bisogna lavorare a partire da una documentazione lacunosa sempre, e specialmente per quel che riguarda gli anni dell’esilio; quanto alla seconda, bisogna interpretare cercando di non cadere nelle tante trappole che quel grosse Mystificator che era Dante (definizione di Curtius riferita da Contini) tende al suo lettore.
Marco Santagata - il libro esce a pochi mesi dalla sua morte - era in grado di fare bene entrambe le cose, perché a Dante aveva dedicato una biografia, e perché sulla poesia di Dante, soprattutto sulla Vita nova e sulla Commedia, aveva scritto molto nei suoi ultimi anni. Aveva anche un certo gusto per la contaminazione romanzesca che, se non era sempre condivisibile nei saggi scientifici, conferisce ai suoi scritti divulgativi (come questo volume, appunto) una splendida leggibilità.
Cuore e cervello
Se guardiamo al cuore e al cervello, Dante Alighieri ha avuto una traiettoria di vita diversa, anzi quasi opposta, rispetto a quella che consideriamo normale in un uomo del nostro tempo. Quanto al cervello, la sua cultura, la straordinaria erudizione che metterà a frutto nel Convivio, nella Monarchia e nella Commedia, Dante se la costruisce soprattutto intorno ai trent’anni, cioè non nell’adolescenza ma nella gioventù, e poi la rassoda nella piena maturità, durante l’esilio, meditando i libri che poteva trovare in città come Bologna e Verona, o nelle corti dei prìncipi più illuminati. È lui stesso a dircelo in una pagina celebre del Convivio in cui data a dopo la morte di Beatrice, cioè a dopo i suoi 25 anni, l’immersione nell’alta cultura scolastica («cominciai ad andare [...] nelle scuole delli religiosi e alle disputazioni delli filosofanti»).
Quanto al cuore, la sua educazione sentimentale inizia e finisce con Beatrice: alla lettera. La vede per la prima volta a 9 anni, la rivede a 18, se ne innamora ma con lei non ha certo quella che oggi chiameremmo una relazione: lui sposerà un’altra donna (della quale non farà parola nelle sue opere), lei sposerà un altro uomo, e morirà a 24 anni. Eppure.

