Il ruolo delle associazioni

Dare più peso alla voce dei pazienti può essere una svolta, il modello delle reti oncologiche

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La legge di bilancio per il 2025 (legge 30 dicembre 2024, n. 207) introduce un'importante novità per i pazienti e per le loro associazioni (art. 1, commi 293-297). Entro il termine stringente di sessanta giorni dall'entrata in vigore della legge, il Ministero della Salute e l'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) dovranno definire, con propri regolamenti, i criteri per la partecipazione delle associazioni di pazienti, dei gruppi di associazioni e delle loro federazioni ai principali processi decisionali in materia di salute e alle fasi di consultazione della commissione scientifica ed economica dell'AIFA. La normativa mira a valorizzare, nell'interesse pubblico, il contributo, le competenze e la capacità di impatto di tali enti.

La legge di bilancio estende a tutte le attività del SSN un modello di partecipazione già consolidato sul piano regolatorio in oncologia. Gli atti di indirizzo e di programmazione per il settore valorizzano infatti, da oltre dieci anni, il contributo del volontariato al raggiungimento degli obiettivi del SSN. Tale risultato si deve all'attività di advocacy della Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (FAVO), chiamata a rappresentare il volontariato oncologico nell'ambito dell'Osservatorio per il monitoraggio e la valutazione delle Reti Oncologiche, istituito presso Agenas.

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Le Linee Guida per la Rete Oncologica, approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 17 aprile 2019, rappresentano una pietra miliare. Il documento ha stabilito che, per il funzionamento delle reti, è essenziale garantire la rappresentatività delle associazioni di pazienti. Il volontariato e l'associazionismo sono stati quindi chiamati a partecipare ai livelli rappresentativi e direzionali delle reti, così come alle funzioni di integrazione e/o completamento dell'offerta istituzionale; sono stati inoltre coinvolti nella progettazione e gestione dei punti di accesso, nonché nella definizione dei PDTA. Le Linee Guida hanno così proiettato il concetto di “alleanza terapeutica” dalla definizione delle cure alla progettazione complessiva dell'assistenza.

Il 26 luglio 2023 è stato sancito un ulteriore accordo sul documento “Il ruolo delle Associazioni di volontariato, di malati e di attivismo civico nelle Reti Oncologiche”, con l'obiettivo di favorire l'applicazione delle Linee Guida del 2019. Tale documento, per la cui redazione FAVO ha costituito un Gruppo di lavoro che si è unito agli esperti di Agenas, si è concentrato sulla fondamentale distinzione tra associazioni di pazienti e associazioni di attivismo civico.

Attualmente, è in corso di approvazione un modello di domanda di partecipazione alle Reti Oncologiche, definito da FAVO con Agenas, che definisce i requisiti obbligatori e preferenziali per l'ammissione, e che permetterà di rilevare le attività svolte da ciascun ente aspirante nel settore sanitario e sociosanitario, nonché i progetti di advocacy realizzati e l'eventuale contributo ad attività istituzionali.

Nel complesso, l'adozione di una fonte primaria come strumento normativo per introdurre una novità così rilevante per il sistema è da valutare positivamente, sebbene la scelta per la collocazione nel contesto di una legge di bilancio contribuisca a quell'eccessiva frammentazione della disciplina sanitaria tra fonti “generaliste” o comunque non specifiche per il settore. Altrettanto positivamente deve essere valutata la previsione per cui l'amministrazione destinataria dei pareri delle associazioni, resi per il tramite dei rappresentanti nominati, è tenuta a motivare “in forma esplicita” l'eventuale scostamento dall'indicazione ricevuta. In questo modo, il contributo dei rappresentanti degli enti, pur non integrando un'ipotesi di parere vincolante, obbliga l'amministrazione che non intenda porlo tra i fondamenti della sua decisione, a una motivazione “rafforzata” e non sbrigativa.

La possibilità di partecipare “ai principali processi decisionali in materia di salute” nonché alle fasi di consultazione individuate dall'AIFA è subordinata al possesso di specifici requisiti di rappresentatività, trasparenza e continuità dell'attività, verificati ai fini dell'iscrizione nel Registro Unico delle Associazioni della Salute (RUAS). Tale iscrizione costituisce il presupposto formale della partecipazione.

Il Ministero della Salute dovrà includere un rappresentante degli enti iscritti nei comitati, tavoli di lavoro e osservatori. La nomina sarà basata sull'oggetto specifico e sui percorsi istituzionali attivi. Il rappresentante, tuttavia, dovrà essere nominato dalle associazioni che siano rilevanti e significative rispetto all'oggetto in discussione, con riferimento alla specifica patologia. Con tale previsione, da un lato, si è preso atto delle diversità tra le organizzazioni sul piano dell'esperienza e delle competenze maturate, dall'altro si è voluto valorizzare tali diversità ai fini del buon andamento dell'amministrazione sanitaria, garantendo coerenza tra l'associazione chiamata a partecipare al processo decisionale, e l'oggetto della decisione da assumere.

I risultati ottenuti da FAVO in collaborazione con Agenas per il settore oncologico rappresentano un precedente significativo. Ad esempio, il modello di domanda di partecipazione alle attività delle Reti Oncologiche potrebbe essere adottato come best practice, ed esteso ad altri ambiti operativi del SSN.

Il primo passo per l'attuazione della nuova disciplina sarà l'individuazione dei “principali processi decisionali” da parte del Ministero della Salute e delle “aree di coinvolgimento” da parte di AIFA. Si tratta di scelte cruciali per dare concreta attuazione al principio che si vuole affermare: dall'ampiezza delle scelte delle amministrazioni dipenderà, infatti, l'ampiezza della partecipazione delle associazioni.

* Presidente Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia

** Avvocato, professore a contratto di Diritto sanitario nell'Università degli Studi di Milano Statale

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