La battaglia commerciale

Trump congela per un mese i dazi a Messico e Canada. Ontario: dazi del 25% sull’elettricità verso tre stati Usa

Soddisfazione da parte della presidente messicana Sheinbaum che ha salutato la decisione del tycoon come un «risultato senza precedenti» definendo «eccellente» lo scambio con Trump.

aggiornato il 6 marzo alle 20.30

Aggiungi Il Sole 24 Ore
ai preferiti su Google
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump parla prima di firmare un ordine esecutivo nello Studio Ovale della Casa Bianca a Washington il 6 marzo 2025. (Foto di Mandel NGAN / AFP)

5' min read

5' min read

In attesa di concludere la tregua in Ucraina, Donald Trump annuncia un cessate il fuoco di circa un mese - fino al 2 aprile - sui dazi al 25% sui prodotti importati sia nei confronti del Messico che del Canada, i primi due Paesi finiti nel “mirino” del confronto commerciale e doganale portato avanti dal presidente Usa.

La mossa del commander-in-chief è arrivata il giorno dopo aver concesso una proroga di 30 giorni alle case automobilistiche - Stellantis, General Motors e Ford - che si erano lamentate con il presidente del fatto che le sue tariffe del 25% contro i vicini a nord e a sud degli Stati Uniti avrebbero causato gravi danni al settore.

Loading...

L’esenzione per il Messico

The Donald ha dunque deciso di ampliare, sempre fino al 2 aprile, l’esenzione a quasi tutti i prodotti che arrivano dal Messico. «Dopo aver parlato con la presidente del Messico Claudia Sheinbaum», ha dichiarato il tycoon su Truth, «ho concordato che il Paese non sarà tenuto a pagare dazi su nulla che rientri nell’accordo commerciale con gli Stati Uniti fino al 2 aprile».

«L’ho fatto - ha sottolineato il presidente americano - per rispetto di Sheinbaum. Il nostro rapporto è stato molto buono e stiamo lavorando duramente, insieme, al confine per impedire agli immigrati clandestini di entrare negli Stati Uniti e per fermare il fentanyl».

Soddisfazione da parte della presidente messicana che ha salutato la decisione del tycoon come un «risultato senza precedenti» definendo «eccellente» lo scambio con Trump. «Abbiamo convenuto che il nostro lavoro e la nostra collaborazione hanno dato risultati senza precedenti, nel rispetto delle nostre sovranità», ha scritto la leader su X assicurando che Città del Messico e Washington continueranno a «lavorare insieme, in particolare su questioni di migrazione e sicurezza».

Rinvio fino al 2 aprile anche per il Canada

Trump ha poi firmato un ordine esecutivo che prevede un rinvio di quasi un mese dei dazi su tutti i prodotti provenienti da Messico e Canada coperti dal trattato di libero scambio Usmca, l’accordo tra Stati Uniti, Messico e Canada. Negoziato da Trump durante il suo primo mandato, l’accordo rende i tre paesi nordamericani una zona di libero scambio. La mossa era stata anticipata qualche ora prima dal segretario al Commercio Howard Lutnick.

In ogni caso, anche con un ritardo di un mese i dazi imposti da Donald Trump contro Messico e Canada potrebbero avere un impatto economico «significativo» sui due stretti alleati degli Stati Uniti, ha avvertito il direttore delle comunicazioni del Fondo monetario internazionale Julie Kozack.

Ontario annuncia dazi 25% su elettricità verso 3 Stati Usa

La politica aggressiva avviata da Donald Trump verso paesi da sempre partner e alleati rischia però di non essere indolore per gli Stati Uniti. Il premier dell’Ontario Doug Ford, infatti, ha annunciato dazi del 25% sulle esportazioni di elettricità agli Stati Usa di Minnesota, Michigan e New York a partire dalla prossima settimana. «Da lunedì, applicheremo una tariffa del 25% sull’elettricità a 1,5 milioni di case e aziende in quei tre Stati», ha detto Ford in un’intervista alla Cnn minacciando di interrompere le esportazioni di energia dell’Ontario negli Stati Uniti se i dazi di Donald Trump contro il Canada resteranno in vigore.

Trudeau: continueremo dialogo con Usa, obiettivo rimozione di tutti i dazi

Il premier canadese Justin Trudeau ha affermato giovedì che il Canada «continuerà il dialogo con gli americani» e che «il nostro obiettivo rimane la rimozione di tutti i dazi». «Nel frattempo, adotteremo misure per sostenere i canadesi nei momenti difficili che li attendono», ha aggiunto Trudeau, che poi ha spiegato che nella telefonata di ieri, di 50 minuti, con Donald Trump ha «ribadito i fatti», rigettando le accuse del presidente americano che giustifica i dazi a Canada e Messico sostenendo che da questi Paesi arrivano migranti e droga negli Usa. «Il nostro confine è sicuro e meno dell’1% del fentanyl illegale che entra negli Usa arriva dal Canada - ha affermato ancora Trudeau che si dimetterà alla fine di questa settimana, quando il Partito Liberale nominerà il nuovo leader - ho anche sottolineato che i dazi che l’amministrazione Usa ha deciso di imporre danneggeranno i lavoratori e le imprese americane». E a chi gli chiedeva delle rivelazioni del Wall Street Journal, secondo il quale durante la telefonata di ieri «la temperatura è salita e vi sono state parolacce», Trudeau ha risposto che è «stata una telefonata colorita».

Dazi, Messico: non ci sottomettiamo a Usa, cercheremo altri partner

Telefonata tesa Trump-Trudeau

Nella giornata di mercoledì, Donald Trump ha avuto con Justin Trudeau una conversazione telefonica per discutere della crisi in corso tra Stati Uniti e Canada. Lo rendono noto fonti della Casa Bianca. Il presidente Usa, però ha affermato: «Ho parlato con Trudeau, ma non mi ha convinto». Trump ha aggiunto sul social Truth: «Gli ho detto - scrive - che molte persone sono morte a causa del Fentanyl che attraversa i confini di Canada e Messico e niente mi ha convinto che si sia fermato. Ha detto che la situazione è migliorata, ma io ho detto: “non è abbastanza”. La chiamata si è conclusa in “qualche modo” amichevolmente! Non è stato in grado di dirmi quando si terranno le elezioni canadesi, il che mi ha incuriosito, tipo, cosa sta succedendo lì? Poi ho capito che sta cercando di usare questa questione per restare al potere. Buona fortuna Justin!”

Nel frattempo, la Cina alza il tono dello scontro. L’ambasciata cinese negli Stati Uniti ha scritto in un post sulla piattaforma X che Pechino è pronta a rispondere a qualsiasi tipo di conflitto economico: «Se gli Stati Uniti vogliono la guerra, sia essa tariffaria, commerciale o di altro tipo, siamo pronti a combattere fino alla fine». Una linea ribadita anche dal portavoce del ministero degli Esteri cinese, Lin Jian.

Ieri sera, nel suo discorso congiunto al Congresso, Trump ha affermato che la sua amministrazione sarebbe «okay» con «un piccolo disturbo» derivante dai dazi.

Messico, con dazi +30 mld di costi per l’industria auto Usa

L’Associazione messicana dei produttori di componenti per auto (Ina) ha stimato che i dazi imposti da Trump sulle importazioni dal Paese latinoamericano causeranno costi aggiuntivi nella produzione automobilistica degli Stati Uniti pari a 30 miliardi di dollari all’anno, che si rifletterà sul prezzo finale delle auto. Gabriel Padilla, direttore generale dell’Ina, ha affermato che il costo dei veicoli aumenterà tra i 3.000 e i 5.000 dollari per unità, a seconda del segmento. Gli stabilimenti di assemblaggio negli Stati Uniti dipendono per oltre il 40% da componenti importati dal Messico. «Stiamo cercando di influenzare i nostri governi”, ha detto Padilla. “Siamo in trattative con le nostre controparti negli Usa e in Canada — ha aggiunto — per chiarire gli impatti che si provocheranno nella perdita di posti di lavoro, la distruzione delle catene di approvvigionamento e l’aumento dei costi dei prodotti finali».

Applausi a scena aperta per Trump all'arrivo in Congresso: "L'America è tornata"

Ottawa, «furiosi per Trump su Canada 51mo Stato»

La ministra degli Esteri canadese, Mélanie Joly, ha denunciato che il suo governo prende “molto seriamente” le dichiarazioni di Donald Trump sul rendere il Canada il 51esimo stato americano. “Non è più uno scherzo. C’è una ragione per cui i canadesi, quando escono per una partita di hockey, fischiano quando viene eseguito l’inno nazionale americano...siamo stati insultati. Siamo furiosi. Arrabbiati”, ha affermato, in una intervista alla Bbc, dopo che il Presidente americano ha imposto dazi del 25 per cento sui prodotti importati dal Canada. “L’unico che alla fine decide su tutto è Trump”, ha aggiunto la ministra, precisando che nessun esponente dell’Amministrazione Usa ha contattato controparti del governo canadese nei giorni scorsi per discutere dei nuovi dazi. “Non volevamo questa guerra dei dazi. Abbiamo fatto tutto quello che ci era richiesto per garantire la sicurezza del nostro confine. Quella di Trump (dire che dal confine passano stupefacenti come il Fentanyl, ndr) è una scusa per agire contro di noi”. Il Canada svolge il ruolo del canarino nella miniera, ha aggiunto. Poi sarà il turno degli europei, e poi della Gran Bretagna. “Non possiamo abbassare la guardia. Dobbiamo rispondere alle misure americane”, ha concluso.

Copyright reserved ©
Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti