Guerra commerciale

Dazi, l’Ontario minaccia taglio di elettricità agli Usa. In Cina colpiti prodotti Usa al 10 e al 15%

Le tariffe non si applicheranno alle merci partite prima del 10 marzo, purché arrivino in Cina entro il 12 aprile. Secondo gli analisti, la ritorsione è progettata per colpire la base elettorale del presidente Donald Trump

U.S. President Donald Trump attends a bilateral meeting with China's President Xi Jinping during the G20 leaders summit in Osaka, Japan, June 29, 2019. REUTERS/Kevin Lamarque

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I dazi di Pechino del 10-15% a carico di alcuni prodotti agricoli americani entrano oggi in vigore, ultima rappresaglia contro la mossa Usa che ha appena doppiato al 20% le tariffe su tutto l’import verso gli Stati Uniti di beni made in China in base all’incapacità del Dragone di fermare i flussi del fentanyl, la droga sintetica che è responsabile di circa 100mila morti all’anno in America.

I prodotti colpiti

Nel mirino della Repubblica popolare sono finiti soia, sorgo, carne di maiale e manzo, prodotti ittici, frutta, verdura e prodotti lattiero-caseari tutti colpiti al 10%, mentre pollame, grano, cotone e mais sono nel gruppo di aliquota al 15%.

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Le tariffe, inoltre, non si applicheranno alle merci partite prima del 10 marzo, purché arrivino in Cina entro il 12 aprile. Secondo gli analisti, la ritorsione di Pechino è progettata come un utile strumento volto a colpire la base elettorale del presidente americano Donald Trump, pur rimanendo tanto contenuta da consentire di elaborare un eventuale negoziato ed accordo commerciale.

La Cina, peraltro, ha risposto anche alle misure adottate dal Canada, con dazi annunciati su olio di colza e carne di maiale dal prossimo 20 marzo.

Dragone attento all’export

Una lezione imparata dalla Cina dalla guerra commerciale durante il primo mandato del tycoon è che il Dragone ha più da perdere in una risposta proporzionale ai dazi Usa, essendo le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti molto più corpose.

Inoltre, i crescenti venti commerciali contrari si aggiungono alle difficoltà affrontate dai leader cinesi che attualmente cercano di stabilizzare l’economia incerta, tra deflazione, deboli consumi e crisi del mercato immobiliare. Le esportazioni di conseguenza, che nel 2024 hanno raggiunto livelli record, potrebbero non fornire quest’anno la stessa ancora di salvezza economica per Pechino nel mezzo dell’inasprimento della guerra commerciale con Washington.

L’Ontario minaccia il taglio di elettricità agli Usa

Salgono i toni dello scontro commerciale fra Canada e Stati Uniti. Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha minacciato di tagliare completamente l’elettricità ai tre stati americani confinanti, ovvero New York, Minnesota e Michigan. Confermando dazi del 25% sulle esportazioni di elettricità, Ford nel corso di una conferenza stampa ha assicurato che in caso di escalation non esiterà a tagliare del tutto le forniture. “Credetemi quando vi dico che non voglio farlo. Sto male per gli americani perché non sono loro ad aver iniziato questa guerra commerciale. Solo una persona è responsabile ed è Donald Trump”, ha detto.

Australia chiede esenzione da dazi Usa su acciaio e alluminio

Il ministro al Commercio australiano, Don Farrell, si è detto pronto a recarsi subito a Washington, se questo può aiutare ad assicurare un’esenzione dalle tariffe sull’esportazione di acciaio e alluminio appena annunciate dal presidente Usa Donald Trump. Ha tuttavia riconosciuto che il governo di Canberra dovrà continuare a premere per uno speciale accordo nei prossimi mesi, se il tentativo fallirà. «Gli Usa godono di un sostanziale surplus commerciale con l’Australia, e noi investiamo molto nell’industria Usa della difesa attraverso Aukus, l’alleanza tra Australia, Regno Unito e Usa».

Farrell ha aggiunto di aver chiesto un colloquio con la sua controparte, il segretario Usa al Commercio Howard Lutnick “appena possibile”. «Faremo tutto il necessario per risolvere la questione. Non vogliamo conflittualità, vogliamo discussione, così come avviene con la Cina», ha detto. Kevin Hassett, che presiede il Consiglio economico nazionale della Casa Bianca, ha dichiarato che le tariffe del 25% sull’importazione dei due metalli, che entrerebbero in vigore il 12 marzo, sono intese a potenziare industrie chiave per la difesa nazionale. «Il presidente Trump ritiene che avere una forte industria dell’acciaio sia questione di sicurezza e vuole che rimanga negli Usa», ha detto. Trump tuttavia aveva promesso di dare “grande considerazione” a un’esenzione per l’Australia dopo un colloquio con il primo ministro, Anthony Albanese, il giorno dopo aver annunciato le tariffe su acciaio e alluminio.

Tajani, inviata delegazione negli Usa per parlare di dazi

«Intanto vediamo cosa succederà: proprio oggi c’è una delegazione che ho inviato a Washington per parlare con i responsabili americani della situazione dazi, che sta lavorando in sintonia con la Commissione Ue che ha la competenza esclusiva sugli accordi commerciali». Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un convegno a Ravenna, rispetto alla prospettiva di dazi verso l’Ue. «Il governo ha in testa un progetto per cercare di far sì che il nostro export possa continuare ad andare avanti: intanto credo si debba rafforzare la nostra presenza su altri mercati e trovare il modo di dialogare con gli Usa».

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