La Germania dopo il voto

Debito extra per difesa e infrastrutture: Bundestag riunito il 13 marzo. La svolta di Merz

La Camera sarà convocata in via straordinaria per approvare la riforma costituzionale che sblocca centinaia di miliardi di finanziamenti concordati tra i conservatori e i socialdemocratici. Afd e Linke valutano ricorsi di legittimità

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

Aggiornato il 6 marzi, ore 12:21

Il Reichstag, sede del Bundestag (AFP)

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BERLINO - La riforma del freno al debito, che libera la spesa per la difesa sopra l’1% del Pil dal vincolo costituzionale, potrebbe arrivare al Budestag già a metà della prossima settimana, insieme al fondo per le infrastrutture da 500 miliardi in dieci anni. Tempi cortissimi per rompere un tabù, per i conservatori e per la Germania, per anni aggrappati al principio del pareggio di bilancio, lo “zero nero”. L’accordo tra Cdu-Csu e socialdemocratici (Spd) è stato annunciato il 4 marzo dal futuro cancelliere, Friedrich Merz. Un’intesa raggiunta in tempi stretti e che può accelerare la formazione di un accordo di Governo.

I tempi

Il Bundestag potrebbe essere convocato in via straordinaria il 13 marzo, per esaminare la riforma in prima lettura. Il 18 potrebbe esserci l’approvazione. Il 21, toccherebbe al Bundesrat, il Senato composto dai rappresentanti dei Länder.

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L’obiettivo è chiudere prima del 25 marzo, quando si insedierà il nuovo Bundestag, dove Alternative für Deutschland (Afd) e Die Linke hanno insieme più di un terzo dei seggi e possono bloccare la riforma costituzionale. Afd e Linke mettono in dubbio la legittimità della manovra. Esiste un solo precedente di convocazione del Bundesatg dopo le elezioni, nel 1998, quando fu decisa la partecipazione delle forze armate tedesche nelle operazioni aeree della Nato in Kosovo (il primo intervento militare dalla Seconda guerra mondiale). La decisione non ha però richiesto una modifica della Costituzione.

Nell’attuale Camera, Spd e Cdu-Csu hanno 403 seggi, contro i 489 necessari per la maggioranza dei due terzi. Servirà il sostegno dei Verdi (117 deputati), che sono a favore della riforma, ma vogliono avere voce in capitolo, prima di assicurare il loro appoggio: «Se approveremo o no gli emendamenti costituzionali resta da vedere», ha detto la co-leader del gruppo parlamentare, Katharina Dröge.

I Liberali (Fdp) si sono sempre opposti alla riforma del freno, al punto da arrivare alla rottura con gli ex alleati di Spd e Verdi nella coalizione Semaforo, crollata a novembre. Il leader del gruppo parlamentare, Christian Dürr, ha però detto che sulla difesa la Fdp (90 deputati) sarebbe disposta a dire sì.

La svolta di Merz

Sulla revisione del vincolo ha acceso luce verde anche la Bundesbank, tradizionalmente schierata sulla linea del rigore. Dai circoli più conservatori, arrivano però critiche e l’accusa a Merz di aver cambiato posizione dopo il voto. In campagna elettorale, il leader della Cdu aveva in realtà aperto soprattutto sui fondi speciali, frenando sulla riforma del tetto.

Merz ha voluto l’accordo con la Spd prima del vertice Ue del 6 marzo, dove Berlino avrebbe già sollevato l’ipotesi di andare oltre le proposte della Commissione, con interventi più strutturali sulle eccezioni alle regole Ue per la difesa.

 Ha fatto della difesa la sua priorità, convinto dal drammatico cambio di paradigma imposto dal presidente Usa, Donald Trump. Merz ha ripetuto più volte che l’Europa deve rendersi indipendente dagli Stati Uniti e vuole un ruolo di laedership per sé e per Berlino. «La Germania e l’Europa devono investire massicciamente nelle proprie capacità di difesa», ha ribadito il 5 marzo, dopo aver incontrato a Bruxelles il segretario generale della Nato, Mark Rutte. «La situazione mondiale è cambiata. Il pilastro europeo della Nato deve essere rafforzato», ha detto il ministro delle Finanze, Jörg Kukies (Spd).

Debito pubblico verso l’80% del Pil

Il budget per la difesa, in Germania, è di 53 miliardi. L’1% del Pil tedesco vale circa 43 miliardi: è la soglia oltre la quale si vorrebbe sganciare la spesa dal tetto al debito dello 0,35% del Pil. La Germania ha raggiunto il target Nato del 2% di spesa per la difesa in rapporto al Pil solo nel 2024 e solo grazie al fondo speciale da 100 miliardi, in scadenza entro il 2027. Per arrivare al 3,5% del Pil, come molti pensano dovrà avvenire, servirebbero 150 miliardi: sommate le altre voci di investimento e spesa, sarà una prova di forza che i solidi conti pubblici tedeschi dovranno sostenere.

Rispetto all’attuale 63% del Pil, il debito pubblico potrebbe salire verso l’80% in dieci anni, secondo alcune stime. Fino al 100% per Friedrich Heinemann dello Zew. Molto dipenderà da quanto crescerà l’economia tedesca. Merz ha assicurato che è pronto fare «whatever it takes»: tutto il necessario.

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