L’analisi Janus Henderson

Dividendi ancora da primato. E l’Italia fa la sua parte

Dati record nel primo trimestre 2022, ma gli analisti mantengono un velato ottimismo per l’intero anno. Enel e Snam regine delle cedole nel Belpaese

di Maximilian Cellino

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Sono ancora da primato i dividendi che le maggiori società quotate a livello mondiale hanno versato ai propri soci nel primo trimestre del 2022. La loro crescita è stata infatti dell’11% e li ha portati fino a un livello di 302,5 miliardi di dollari, che rappresenta appunto un record per i primi tre mesi dell’anno e che risulta ancora più accentuato (+16,1%) quando depurato dagli effetti del cambio e da altri fattori non ricorrenti.

Le stime di Janus Henderson

A destare stupore nell’aggiornamento trimestrale effettuato da Janus Henderson sui dati raccolti fra le principali 1.200 società quotate nel mondo e incluse nel suo Global Dividend Index non sono però tanto i versamenti ormai effettuati, che riflettono «l’importante rimbalzo economico post-Covid che ha avuto luogo in gran parte del mondo tra il 2021 e l’inizio di quest'anno» e si confrontano con un periodo in cui si erano a sua volta registrati notevoli tagli nelle cedole, quanto le prospettive ancora solide per l'intero anno in corso.

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L’impatto sui dividendi si manifesterà probabilmente dopo il 2022, ed è importante ricordare che questi sono molto meno volatili degli utili e tendono a essere molto più stabili

Janus Henderson Jane Shoemake

Nonostante le incerte prospettive economiche globali e i crescenti rischi geopolitici, Janus Henderson ha infatti leggermente aumentato le indicazioni per il 2022 e al momento prevede che i dividendi globali raggiungeranno quota 1.540 miliardi, con un aumento del 4,6% e del 7,1% su base sottostante. Le incognite certo non mancano, a partire da guerra in Ucraina, crescenti tensioni geopolitiche, elevati prezzi dell’energia e materie prime, rapida inflazione e l’incremento dei tassi di interesse, tuttavia «l’impatto sui dividendi si manifesterà probabilmente dopo il 2022, ed è importante ricordare che questi sono molto meno volatili degli utili e tendono a essere molto più stabili», riconosce Jane Shoemake, Client Portfolio Manager di Janus Henderson.

L’analisi settoriale

Tornando alle cifre appena pubblicate, la parte del leone a livello settoriale è stata giocata dai comparti industriale, petrolifero e materiali di base, che hanno messo a segno la crescita più rapida nel primo trimestre con progressi a livello nominale rispettivamente del 43,3%, 36,7% e 24,8 per cento. Considerando invece gli ultimi cinque anni, oltre ai petroliferi i settori che hanno distribuito più dividendi al mondo sono stati il bancario, il farmaceutico, quello delle telecomunicazioni e quello assicurativo.

A livello geografico tutte le regioni hanno registrato una crescita a doppia cifra, con Stati Uniti (+10,4%), Canada (+12,6%) e Danimarca (addirittura +165%) che hanno battuto i record trimestrali di sempre, quest’ultima grazie in particolare al gruppo marittimo Moller-Maersk che ha ampiamente beneficiato dell’interruzione delle filiere globali. Una certa debolezza si è invece registrata in alcune parti dell’Asia come Hong Kong, dove i lockdown continuano ad avere un impatto sulla crescita economica. L’Europa (+14,9%) si è difesa da par suo, così come l’Italia dove l’ammontare equivalente a 2,6 miliardi di dollari è legato soprattutto al contributo di Enel e Snam Rete Gas che hanno incrementato i pagamenti rispetto a un anno fa.

I progressi in Italia

«Stando ai dati di Bloomberg, l’indice MSCI Italy rende attualmente circa il 3,5% e il consensus I/B/E/S prevede una crescita dei dividendi tra l’8 e il 9% per il 2022, leggermente superiore al 5-6% che ci aspettiamo a livello globale», nota Federico Pons, Country Head Italia, a proposito del nostro Paese. Un segnale evidente del fatto che «i pagamenti dei dividendi continuano a normalizzarsi dopo la pandemia» e un’indicazione ben precisa per prospettive e valutazioni di mercato che non sempre appaiono evidentemente adeguate.

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  • Maximilian Cellino

    Maximilian CellinoRedattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Mercati finanziari, politiche monetarie, risparmio gestito, investimenti, fonti alternative di finanziamento, regolamento del sistema finanziario

    Premi: Premio State Street 2017 per il giornalista dell'anno - Categoria Innovazione

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