Germania

Extra debito per difesa e infrastrutture: due tedeschi su tre dicono sì. E crolla la fiducia negli Usa

Sondaggio condotto da Infratest Dimap: il 59% del campione approva il maxi piano concordato da Cdu ed Spd. Favorevoli anche gli elettori della Linke. Solo il 33% dice no: sono soprattutto sostenitori di Alternative für Deutschland e Alleanza Sahra Wagenknecht. In picchiata la reputazione degli Stati Uniti, scesa a un nuovo minimo: solo il 16% si fida di Washington come alleato

dal nostro inviato Gianluca Di Donfrancesco

Il leader della Cdu Friedrich Merz (REUTERS)

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BERLINO - Due tedeschi su tre approvano la svolta voluta dal cancelliere “in attesa” Friedrich Merz sul debito. Secondo un sondaggio condotto da Infratest Dimap per conto dell’emittente televisiva Ard e Welt, il 59% del campione ritiene giusto «prendere in prestito» molto più debito per rafforzare l’esercito e investire su trasporti, ospedali, istruzione o digitale. L’accordo raggiunto tra Cdu-Csu ed Spd, futuri probabili partner di Governo, libererebbe dal tetto al debito la spesa per la difesa sopra l’1% del Pil e prevede un fondo da 500 miliardi per le infrastrutture. Il 13 marzo, la proposta di riforma costituzionale comincerà il suo iter al Bundestag.

Contrari gli elettori di Afd

Alta la quota dei favorevoli tra gli elettori conservatori (Cdu-Csu): 68%. I più convinti sono i Verdi e i socialdemocratici (Spd): otto su dieci approvano. Perfino i sostenitori della Linke sono in grandissima parte a favore (76%).

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Nel complesso, solo il 33% del campione dice no: sono soprattutto sostenitori di Alternative für Deutschland (il 62% è contrario) e Alleanza Sahra Wagenknecht (64%). Afd ha superato il 20% nelle elezioni del 23 febbraio, l’Alleanza Sahra Wagenknecht (Bsw) è rimasta sotto il 5% e fuori dal Bundestag.

Solo l’11% del campione è favorevole a una riduzione delle spese per la difesa.

Sulla questione se la Germania debba partecipare con soldati della Bundeswehr a una eventuale missione di mantenimento della pace in Ucraina, il 43% è a favore e il 46% contrario. Tra i sostenitori di Afd e Alleanza Sahra Wagenknecht (partiti spesso vicini alle posizioni espresse dalla propaganda filorussa), quasi l’80% rifiuta l’ipotesi.

Ma Merz perde quota

L’iniziativa non porta però consensi a Merz, l’uomo che sta guidando la rottura del tabù sul debito: solo il 30% degli intervistati pensa che il leader della Cdu sarà un buon cancelliere, tre punti in meno rispetto a inizio febbraio.

In testa alle preferenze, resta il ministro della Difesa, Boris Pistorius (Spd), con il 62% dei consensi, che continua a vincere ogni sondaggio per distacco. Il secondo, nella rilevazione Infratest Dimap, è il capo dei cristianosociali (Csu) e governatore della Baviera, Markus Söder, che si ferma al 37%. Poi viene Merz e dietro di lui, Lars Klingbeil (28%), della Spd, volto molto meno noto della politica tedesca, anche se ha già una lunga carriera alle spalle e ambisce alla leadership del partito e a un ruolo di rilievo nel prossimo Esecutivo.

Crolla l’immagine degli Usa. E Tesla non vende più

In picchiata la reputazione degli Stati Uniti, scesa a un nuovo minimo: solo il 16% si fida di Washington come alleato. E solo il 15% approva Donald Trump. Anche qui, per Trump, i tassi di gradimento più alti si registrano tra i sostenitori di Afd. La Casa Bianca è intervenuta più volte a favore dell’ultradestra tedesca, prima e dopo le elezioni del 23 febbraio. Il più attivo è stato Elon Musk.

Non è un sondaggio, ma è un sintomo: le vendite di Tesla in Germania precipitano mese dopo mese. A febbraio, le immatricolazioni del produttore statunitense sono diminuite del 76% su base annua. Un crollo in controtendenza: le immatricolazioni di auto elettriche nel Paese sono aumentate nel complesso del 30,8%.

A gennaio, le Tesla erano già diminuite di quasi il 60%, su base annua. Nel 2024 nessuna marca di auto elettriche ha visto scendere le vendite come il gruppo di Musk. La campagna contro il tecnomiliardario, punto di riferimento dell’internazionale sovranista, dagli Usa e da Londra («Don’t buy a swasticar») si è diffusa in tutta Europa ed è molto sentita in Germania. Va anche detto che i potenziali clienti potrebbero aver deciso di aspettare il nuovo modello Y.

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