Fisco, ecco il domicilio digitale per ricevere atti e cartelle solo con la pec
Anche per i cittadini diventa possibile indicare un domicilio digitale nell’area riservata di agenzia delle Entrate. Il fisco infatti introduce il domicilio digitale per ricevere atti e cartelle tramite pec, semplificando le comunicazioni e dematerializzando gli invii cartacei. La novità è destinata a imprimere una svolta nella digitalizzazione delle comunicazioni
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I punti chiave
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Dimenticate il postino che bussa al citofono per la raccomandata. Arriva il «domicilio digitale». Detto più semplicemente è la possibilità di indicare al fisco un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) a cui ricevere sia gli atti e le comunicazioni per cui non è previsto obbligo di notifica, sia gli atti, gli avvisi e i provvedimenti che per legge devono essere notificati. Stesso discorso anche per gli atti di agenzia delle Entrate Riscossione (Ader), come le cartelle esattoriali. Una piccola rivoluzione destinata a imprimere una svolta nella digitalizzazione delle comunicazioni e a dematerializzare l’invio di atti cartacei ai contribuenti, con le annesse conseguenze che si sono trascinate nelle aule prima delle Commissioni tributarie e ora delle Corti di giustizia tributaria su difetti o illegittimità delle notifiche. Ad annunciare l’attivazione del servizio destinato alle persone fisiche, ai professionisti e agli enti di diritto privato che non sono tenuti a iscriversi in albi, elenchi, o registri professionali è un comunicato dell’agenzia delle Entrate.
Come scegliere il domicilio digitale
La possibilità di eleggere un «domicilio digitale» per il recapito di atti, avvisi e altra corrispondenza diventa disponibile all’interno dell’area riservata del sito delle Entrate. In pratica, come spiegano dall’Agenzia, il cittadino che sceglie la nuova modalità non deve fare altro che accedere con le credenziali Spid, Cie (Carta d’identità elettronica) o Cns (Carta Nazionale dei Servizi) e indicare il proprio «domicilio digitale», cioè un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) o altro servizio di recapito certificato qualificato. Il diretto interessato riceverà a quel punto, presso la stessa casella certificata, il codice necessario a validare l’operazione. Con le stesse modalità sarà inoltre possibile comunicare la variazione o la revoca del domicilio già registrato.
La platea dei soggetti interessati
Possono eleggere il domicilio digitale speciale le persone fisiche, i professionisti e gli enti di diritto privato che non sono tenuti all’iscrizione in albi, elenchi, registri professionali o nel registro delle imprese (articolo 6-quater del Cad, ossia il «Codice dell’amministrazione digitale»). Come già in un provvedimento delle Entrate del 7 ottobre 2024, ciascun utente avrà la possibilità di eleggere un unico domicilio digitale e non potrà indicare un indirizzo già associato ad altri.
Il servizio può essere usato anche per confermare il domicilio digitale precedentemente comunicato all’Agenzia, mentre la procedura è esclusa per i soggetti i cui indirizzi Pec devono essere iscritti nell’Indice nazionale dei domicili digitali delle imprese e dei professionisti «Ini-Pec» (articolo 6-bis del Cad).
Le comunicazioni da ricevere
Arriva così al traguardo una delle modifiche in chiave digitalizzazione e semplificazione dei rapporti fisco-contribuente introdotte da uno dei decreti attuativi della delega fiscale (Dlgs 13/2024). Con l’attuazione della riforma fiscale, infatti, i cittadini possono eleggere il domicilio digitale speciale al quale ricevere gli atti e le comunicazioni per cui non è previsto obbligo di notifica, sia gli atti, gli avvisi e i provvedimenti che per legge devono essere notificati. Lo stesso decreto ha esteso la possibilità dell’uso del domicilio digitale anche agli atti di agenzia delle Entrate Riscossione (Ader). Quindi anche le cartelle esattoriali.


