Energia

Gas, boom di offerte sulla piattaforma Ue per gli acquisti congiunti

Ben 25 Paesi hanno messo a disposizione potenziali forniture, con volumi che hanno superato le richieste: un grande successo secondo Bruxelles, che ora fa un passo indietro lasciando spazio alle trattative bilaterali

di Sissi Bellomo

Gas, ecco perché il prezzo continua a scendere

3' min read

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L’arrivo del gas non è ancora garantito al cento per cento, ma la prima gara per acquisti congiunti organizzata dalla Commissione europea si può già definire un successo. L’esito ha superato le attese più ottimiste, con ben 25 fornitori alternativi alla Russia che si sono fatti avanti, con offerte addirittura superiori alla domanda: 13,4 miliardi di metri cubi, contro i 11,6 miliardi che erano stati richiesti da un’ottantina di imprese, tra utilities e consumatori industriali.

L’incrocio dei dati ha portato a una leggera scrematura. Ma ci sono comunque accordi potenziali per 10,9 miliardi di metri cubi di gas, di cui il 20% circa in forma liquefatta e il resto via gasdotto, con un’eccellente distribuzione geografica: sono coperti 18 punti di scambio virtuali su un totale di 21. E i carichi di Gnl vengono messi a disposizione sia nel nord Europa che nel sud.

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Trattative al via

Adesso si aprono le trattative, che potrebbero anche concludersi con acquisti inferiori a quelli teoricamente possibili. Ad esempio se compratori e venditori non riescono a trovare un’intesa sul prezzo del gas. La piattaforma AggregateEU, gestita da Prisma, funziona un po’ come Tinder: è fatta per favorire gli incontri, ma poi ci si dà appuntamento altrove. E non è detto che si arrivi davvero a formare una coppia.

Il meccanismo per gli acquisti congiunti di gas ha comunque superato in modo soddisfacente il primo test. «Questo è a dir poco un notevole successo», si è entusiasmato Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione Ue, presentando i risultati in anticipo rispetto alle attese (ci si aspettava una comunicazione il 17 maggio anziché il 16).

L’esito, ha sottolineato Šefčovič, «dimostra che avevamo ragione a voler aggregare la domanda, utilizzare la forza trainante collettiva dell’Europa e lavorare insieme per riempire i nostri depositi di gas per il prossimo inverno».

Il vicepresidente della Commissione Ue mette l’accento anche sul risultato «particolarmente positivo» raggiunto nei Paesi più vulnerabili dal punto di vista della sicurezza energetica, citando il fatto che il 100% delle richieste di gas avanzate dall’Ucraina e l’80% di quelle moldave hanno trovato potenziale soddisfazione.

Ora cominciano le trattative bilaterali per il gas, senza alcun coinvolgimento da parte delle istituzioni europee e fuori dalla piattaforma elettronica di Prisma. Bruxelles sta invece già pensando alla prossime tornate di aggregazione della domanda: una dovrebbe aprirsi nella seconda metà di giugno, seguita entro fine anno da altre tre gare.

Hanno già aderito più di 110 imprese

Ad AggregateEU hanno già aderito più di 110 imprese e «ogni giorno se ne iscrivono altre», ha detto Šefčovič, insistendo che si tratta di «un grande risultato per uno strumento che cinque mesi fa nemmeno esisteva».

Quanto ai fornitori di gas che hanno risposto all’appello, l’identità rimane riservata. È probabile che tra loro ci siano molte società già protagoniste sul mercato europeo: grandi produttori come la norvegese Equinor o i big del Gas liquefatto «made in Usa», come Cheniere Energy, ma anche Major che dispongono di un ampio portafoglio di forniture, come Shell, TotalEnergies o la stessa Eni.

I volumi di gas in questione per alcuni Paesi potrebbero fare davvero la differenza, ma in fondo non sono enormi a fronte dei consumi del Vecchio continente, che si aggirano intorno a 360 miliardi di metri cubi l’anno.

Le regole Ue per far fronte all’emergenza gas avevano stabilito che 13,5 miliardi di metri cubi di forniture – pari al 15% dei volumi da destinare agli stoccaggi – dovessero essere obbligatoriamente acquistate attraverso il meccanismo AggregateEU. Non era comunque previsto alcun incentivo per spingere ad utilizzare questo canale anziché quelli tradizionali.

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