Gas, boom di offerte sulla piattaforma Ue per gli acquisti congiunti
Ben 25 Paesi hanno messo a disposizione potenziali forniture, con volumi che hanno superato le richieste: un grande successo secondo Bruxelles, che ora fa un passo indietro lasciando spazio alle trattative bilaterali
di Sissi Bellomo
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I punti chiave
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L’arrivo del gas non è ancora garantito al cento per cento, ma la prima gara per acquisti congiunti organizzata dalla Commissione europea si può già definire un successo. L’esito ha superato le attese più ottimiste, con ben 25 fornitori alternativi alla Russia che si sono fatti avanti, con offerte addirittura superiori alla domanda: 13,4 miliardi di metri cubi, contro i 11,6 miliardi che erano stati richiesti da un’ottantina di imprese, tra utilities e consumatori industriali.
L’incrocio dei dati ha portato a una leggera scrematura. Ma ci sono comunque accordi potenziali per 10,9 miliardi di metri cubi di gas, di cui il 20% circa in forma liquefatta e il resto via gasdotto, con un’eccellente distribuzione geografica: sono coperti 18 punti di scambio virtuali su un totale di 21. E i carichi di Gnl vengono messi a disposizione sia nel nord Europa che nel sud.
Trattative al via
Adesso si aprono le trattative, che potrebbero anche concludersi con acquisti inferiori a quelli teoricamente possibili. Ad esempio se compratori e venditori non riescono a trovare un’intesa sul prezzo del gas. La piattaforma AggregateEU, gestita da Prisma, funziona un po’ come Tinder: è fatta per favorire gli incontri, ma poi ci si dà appuntamento altrove. E non è detto che si arrivi davvero a formare una coppia.
Il meccanismo per gli acquisti congiunti di gas ha comunque superato in modo soddisfacente il primo test. «Questo è a dir poco un notevole successo», si è entusiasmato Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione Ue, presentando i risultati in anticipo rispetto alle attese (ci si aspettava una comunicazione il 17 maggio anziché il 16).
L’esito, ha sottolineato Šefčovič, «dimostra che avevamo ragione a voler aggregare la domanda, utilizzare la forza trainante collettiva dell’Europa e lavorare insieme per riempire i nostri depositi di gas per il prossimo inverno».

