Gas e rubli, Eni apre il doppio conto per pagare Gazprom
Dalla Commissione Ue è arrivato un sostanziale via libera al nuovo sistema di pagamento, sia pure con qualche ambiguità. E il gruppo di San Donato (come gli altri grandi acquirenti di gas russo) si adegua, in via «cautelativa e temporanea»
di Sissi Bellomo
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Sulla questione del gas in rubli il campo non è ancora del tutto sgombro da ambiguità. Ma ormai il dado è tratto. Eni – come gli altri grandi clienti di Gazprom – considera gli ultimi chiarimenti della Commissione europea come un via libera ad utilizzare il nuovo meccanismo di pagamento stabilito da Mosca. Di conseguenza ha sciolto le riserve, comunicando in via ufficiale di aver avviato «in via cautelativa» le procedure per aprire i due conti speciali (di tipo K) presso Gazprombank, in modo da poter saldare il conto delle forniture di aprile: appena in tempo per rispettare il termine di scadenza, fissato «nei prossimi giorni».
La compagnia di San Donato precisa di essersi adeguata alle istruzioni «su base temporanea e senza pregiudizio alcuno dei diritti contrattuali» e di averlo fatto per non incorrere essa stessa in una violazione degli obblighi verso Gazprom Export e perché se dovesse subire un’interruzione delle forniture di gas rischierebbe «l’inadempimento dei propri impegni di vendita con i clienti a valle», a cominciare dagli oltre 10 milioni di utenti, tra famiglie e imprese, serviti da Eni Plenitude (la ex Eni Gas e Luce).
Tra l’incudine dei contratti e il martello delle sanzioni Eni si muove – comprensibilmente – con estrema prudenza, al punto da anticipare il possibile avvio di un arbitrato internazionale alla Corte di Stoccolma «in assenza di future risposte complete, esaustive e contrattualmente fondate da parte di Gazprom Export».
Sulla legittimità della condotta da seguire restano ancora dei dubbi, anche sotto il profilo morale. Il cedimento europeo sul gas e l’imbarazzante stallo sull’embargo al petrolio russo hanno il sapore della vittoria per il Cremlino: «Impossibile per alcuni Paesi Ue abbandonare il nostro petrolio», ha dichiarato il presidente Vladimir Putin incontrando le compagnie locali, avvertendo la Ue che sanzionare l’energia russa sarebbe un «suicidio economico».
Purtroppo davvero l’Europa non riuscirebbe da un giorno all’altro a fare a meno del gas russo. E la Commissione europea – da cui i clienti di Gazprom da settimane aspettavano delucidazioni sulla condotta da seguire – alla fine si è rassegnata alla realpolitik, dando luce verde ai pagamenti, purché si chiarisca di ritenere assolto ogni obbligo con il versamento del corrispettivo in euro.



