Gli acquisti in tempo di inflazione, qualche consiglio su cui riflettere
Sono indispensabili strumenti informatici per governare e incrociare i dati prodotti dalle singole pratiche ed estrarre informazioni e suggerimenti
di Giampiero Volpi* e Martino Fabbro**
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La recessione post-pandemica, le carenze di approvvigionamento e l’instabilità geopolitica, sono state tra le cause dell’attuale regime di inflazione che, per la sua rapidità e il suo straordinario livello, ha creato una situazione economica estremamente difficile.L’impatto sugli approvvigionamenti delle aziende è esteso e profondo; l’inflazione è un fenomeno che non si limita alle semplici impennate di costi di specifici beni e servizi, tema che le funzioni acquisti sono più abituate ad affrontare, ma è di più ampia portata con impatti molto complessi sull’intera supply chain aziendale, dalla catena di approvvigionamento fino ai mercati di sbocco.
Il tema da affrontare richiede un approccio più olistico che deve essere inquadrato in un contesto più generale di comportamenti aziendali che, se virtuosi, possono costituire una base solida e resiliente. Per esempio: una sistematica collaborazione inter-funzionale, con decisioni condivise che coinvolgono l’intera strategia aziendale; un adeguato livello di digitalizzazione per gestire in modo integrato l’intero processo di approvvigionamento caratterizzato da elevati volumi di dati con le loro connessioni e dipendenze; un’analisi sistematica delle categorie merceologiche aziendali, per avere costantemente una chiara visione della loro rilevanza e del loro grado di esposizione alle forze di mercato.
In questo contesto, l’adozione di pratiche adeguate e armonizzate in un piano di sourcing strategico, può creare un solido apparato per proteggersi e reagire: ottimizzare le risorse, individuare i fornitori più adatti, sfruttare le opportunità di mercato per contenere i costi e salvaguardare la qualità, garantire un approvvigionamento stabile e affidabile.
La pratica del “Total Cost of Ownership” (l’onere di struttura, ovvero i costi di ogni genere che l’azienda ha per procedere all’acquisto), fornisce un’indispensabile valutazione complessiva che tiene conto anche dei costi collaterali (trasporto, installazione, esercizio, manutenzione, smaltimento, …) che si aggiungono al prezzo di acquisto, e che possono essere gravati dal peso dell'inflazione.
Un'altra pratica è l'analisi dettagliata e sistematica della spesa per gli acquisti. La conoscenza di ciò che si è acquistato: cosa, da chi, quanto, con quali prezzi, serve a comprendere quali siano gli aspetti più esposti agli effetti dell’inflazione e quindi a orientare l’analisi dei mercati, dell’andamento tendenziale dei prezzi, della previsione di disponibilità delle merci. Ciò aiuta a modificare e bilanciare le proprie strategie di acquisto, per esempio aumentare tempestivamente la ridondanza delle scorte per proteggere la continuità e la stabilità dei processi produttivi dai rischi di difetto di offerta o di ulteriore crescita dell’inflazione.
