Risultati e stime

Volkswagen, «crescita moderata nel 2025». Le strategie e i dubbi del mercato

Utile operativo 2024 -15%, dividendo -30%. Le stime per l’anno in corso: fatturato fino a +5% rispetto al 2024 e margine operativo stabile, 5,5%-6,5%

di Alberto Annicchiarico

Aggiornato l’11 marzo 2025, ore 15:10

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Oliver Blume, ceo del Gruppo Volkswagen e di Porsche AG, parla durante la conferenza annuale con i media a Wolfsburg. REUTERS/Liesa Johannssen

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Il Gruppo Volkswagen, alle prese con una delle crisi più difficili della sua storia - il 19 dicembre la prima casa automobilistica europea ha annunciato un piano di risparmio senza precedenti da 15 miliardi annui a regime, che prevede il taglio di 35mila posti di lavoro (entro il 2030) in Germania - ha chiuso il 2024 con un utile operativo in calo del 15% e profitti netti giù del 30 per cento. Per l’anno in corso il colosso tedesco prevede una «crescita moderata». Quanto alla Cina la vera ripresa potrà iniziare tra il secondo e il terzo trimestre del 2026.

Gli analisti di Jefferies hanno sottolineato che, a dispetto dell’andamento dell’intero anno, nel quarto trimestre il gruppo guidato dal ceo Oliver Blume ha ottenuto un risultato solido. I ricavi, l’utile operativo, i margini e il flusso di cassa hanno battuto le aspettative. E le prospettive per il 2025, dato il contesto, sono positive. Per Bernstein «gli interrogativi principali rimangono sulla capacità di Volkswagen di attuare la propria strategia e ridurre quelli che ci sembrano ancora livelli eccessivi di spesa in R&S e investimenti».

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Gli analisti di Rbc hanno fatto notare che le previsioni non prendono in conto l’impatto negativo dei dazi statunitensi, ma neppure l’impatto potenzialmente positivo delle modifiche alle norme sulle emissioni di CO2 annunciate dalla Commissione europea il 5 marzo. Infine, Ubs ha confermato il consiglio di vendere il titolo Vw: le stime per il 2025 non terrebbero conto, anche secondo gli analisti della banca elvetica, dei dazi doganali americani a cui il gruppo sarebbe esposto dal 2 aprile. Inoltre giudicano ottimistiche le previsioni di crescita del fatturato basate sulle prospettive del gruppo in Cina.

Alla Borsa di Francoforte il titolo ha guadagnato oltre il 2,5% per andare pesantemente in rosso dopo il cambio di direzione dei mercati.

Il cfo e coo Arno Antlitz ha fatto sapere, durante l’incontro con la stampa, in occasione della presentazione dei risultati annuali, che sono in corso colloqui positivi per avviare una partnership in India.

Il calo dei profitti e del margine operativo nel 2024

Tornando ai conti, l’utile operativo è diminuito da 22,5 miliardi di euro nel 2023 a 19,1 miliardi nel 2024. Mentre il margine operativo si è ridotto al 5,9% (contro il 7% di un anno fa e il 7,9% del 2022), per effetto di un significativo aumento dei costi fissi, che includono spese straordinarie per 2,6 miliardi, legate in gran parte a misure di ristrutturazione, nel contesto di crisi dell’industria tedesca.

Se si escludono gli elementi non operativi, come i costi di ristrutturazione e il rilascio di accantonamenti, l’utile operativo sottostante si è attestato a 21,7 miliardi, con un margine operativo corretto del 6,7%.

Cifre sotto esame

Il ceo del Gruppo Volkswagen, Oliver Blume, durante alla conferenza stampa annuale di presentazione dei risultati dell’azienda presso la sede centrale di Wolfsburg. (Foto di Ronny HARTMANN / AFP)

Quanto all’utile netto generato è stato di 12,4 miliardi, in calo di quasi un terzo (-30,6%) rispetto all’anno precedente, appesantito dal forte calo delle vendite in Cina e dall’aumento dei costi. 

Il fatturato è arrivato a quota 324,7 miliardi, in leggero aumento rispetto ai 322,3 del 2023. La crescita è stata sostenuta dalla divisione Financial Services, mentre il fatturato dell’area automotive si è attestato a 265,9 miliardi, in lieve calo rispetto all’anno precedente, principalmente a causa della riduzione dei volumi di vendita.

Vendite e ordini: luci e ombre

Le vendite globali del Gruppo Volkswagen nel 2024 sono state di 9 milioni di veicoli, in calo del 3,5% rispetto ai 9,4 milioni del 2023. Il rallentamento in Cina non è stato compensato dalla crescita in Sud America, mentre le vendite in Nord America ed Europa sono rimaste stabili.

Sul fronte della mobilità elettrica, Volkswagen ha registrato un incremento della domanda in Europa occidentale: gli ordini di veicoli 100% elettrici (Bev) sono cresciuti dell’88%, «grazie a un portafoglio prodotti rinnovato», ha commentato l’azienda nella nota dei risultati finanziari. Complessivamente, gli ordini sono aumentati del 15 per cento.

Cash flow dimezzato e dividendo in calo del 30%

Il cash flow netto della divisione automotive si è attestato a 5 miliardi, ben al di sotto dei 10,7 miliardi registrati nel 2023, a causa di investimenti elevati e del calo della redditività operativa. Tuttavia, nel quarto trimestre 2024 il flusso di cassa ha mostrato un miglioramento, con 1,7 miliardi di euro, grazie a una riduzione del capitale circolante.

Il dividendo proposto è di 6,30 euro per azione ordinaria e 6,36 euro per azione privilegiata, segnando un calo del 30% rispetto all’anno precedente. Il payout ratio si attesta intorno al 30 per cento.

Le stime per il 2025: crescita moderata e sfide geopolitiche

Per il 2025, il Gruppo Volkswagen prevede un aumento del fatturato fino al +5% rispetto al 2024 e un margine operativo compreso tra 5,5% e 6,5%.

«Nella divisione automotive, il tasso di investimento è previsto tra 12% e 13%, mentre il flusso di cassa netto dovrebbe oscillare tra 2 e 5 miliardi di euro, considerando gli investimenti per il futuro e le misure di ristrutturazione avviate nel 2024».

Le principali sfide per il 2025 riguardano «l’incertezza politica, l’intensificarsi delle tensioni commerciali e geopolitiche, la crescente competizione nel settore, nonché la volatilità dei prezzi delle materie prime ed energia. Inoltre, l’evoluzione delle normative sulle emissioni richiederà ulteriori investimenti e strategie mirate per mantenere la competitività del gruppo».

Uno sguardo al mercato indiano

«Volkswagen non si arrende nel mercato indiano, ma ha bisogno di un partner per avere successo in quel contesto», ha dichiarato Antlitz, aggiungendo che il gruppo sarebbe a buon punto nei colloqui. «Abbiamo molti prodotti di successo, ma non abbiamo lo stesso successo in termini di volume. L’India ha condizioni molto specifiche. Devi essere molto competitivo in termini di costi, devi essere localizzato, devi avere scala», ha aggiunto il direttore finanziario e operativo. «Vogliamo continuare a lavorare nel mercato indiano, ma ci riusciremo solo con un partner», ha aggiunto.

La crescita negli Stati Uniti e il ruolo di Cupra

Volkswagen scommette sul marchio Cupra per il mercato statunitense. L’azienda riconosce l’attrattiva del brand e sta studiando strategie di esportazione e localizzazione dei prodotti. Tuttavia, la decisione definitiva dipenderà dall’evoluzione del mercato (a cominciare dai dazi) e dalla regolamentazione in materia di veicoli elettrici e a combustione interna negli USA.

Oltre a Cupra, il gruppo prevede una crescita significativa del brand Volkswagen negli Stati Uniti. Il marchio ha registrato un aumento delle vendite del 15% nel 2024 e punta a espandere il proprio portafoglio con modelli come la nuova Tyron, l’ID.4 e l’ID.Buzz. Un investimento chiave è il progetto Scout, che permetterà a Volkswagen, ha ricordato il ceo Oliver Blume, di competere nei segmenti di pick-up e suv full-size, particolarmente redditizi negli Usa. Inoltre, l’azienda sta sviluppando una gigafactory per batterie in Ontario, Canada.

Strategie in Cina e transizione all’elettrico

La Cina resta un mercato cruciale per Volkswagen, che attraverso le jv storiche con Saic Motors e Faw detiene il 12,2% delle quote di mercato (il leader BYD ha il 16,2%, dati China Passenger Car Association). I veicoli con motore a combustione interna rappresentano ancora poco più della metà delle nuove immatricolazioni nel mercato del Dragone. L’obiettivo di Wolfsburg è rafforzare la propria competitività nel settore elettrico. L’anno scorso il gruppo tedesco ha venduto 207.400 vetture a batteria (+8,1%), crescita che però non è valsa a tenere testa ai concorrenti locali in un mercato da circa 7 milioni di unità. Tenendo conto di tutte le motorizzazioni il gruppo tedesco ha venduto 2,9 milioni di veicoli contro i 3,2 milioni del 2023 (-9,5%).

Volkswagen ID.Every1, video della concept elettrica compatta

Al fine di colmare il gap, Volkswagen sta sviluppando una piattaforma elettrica specifica per la Cina con Xpeng (China Electronic Architecture), per lanciare nuovi modelli da commercializzare l’anno prossimo. C’è poi la collaborazione con Horizon Robotics per sviluppare tecnologie avanzate di guida assistita e infotainment. Il 2025, ha precisato Antlitz, sarà però ancora un anno di investimenti «per preparare un attacco aggressivo nel 2026, con il lancio di una gamma Ev più competitiva e con costi di produzione allineati a quelli dei concorrenti cinesi».

Combustione interna ed Ev: gli investimenti

Il gruppo di Wolfsburg prevede che circa il 30% degli investimenti a medio termine sarà ancora destinato alla tecnologia a combustione interna. Il restante 70% sarà indirizzato verso l’elettrificazione, la digitalizzazione e il software, inclusi 10 miliardi di euro per PowerCo (produzione di batterie).

Volkswagen sta accelerando sulla produzione di veicoli elettrici, con particolare attenzione all’ID.7, che sta registrando livelli di ordini simili a quelli della Passat. «Questo modello - ha spiegato Blume - rappresenta un pilastro della strategia elettrica del gruppo e dimostra la crescente domanda di veicoli elettrici nel segmento delle berline».

Infine, la ID.Every1, nuova elettrica da 20mila euro prevista al debutto nel 2027, sarà costruita in Portogallo. Ma con alcuni componenti provenienti da fornitori cinesi per ridurre i costi, hanno detto i top manager del gruppo durante la conference call con gli analisti.

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