La tregua a Gaza

Hamas: «Pronti a rilascio di tutti gli ostaggi ma solo nella seconda fase degli accordi»

I corpi di Shiri Silberman Bibas e dei suoi due bambini piccoli Ariel e Kfir rientreranno in Israele giovedì 20 febbraio, insieme al corpo di un quarto ostaggio

[Aggiornato il 19 febbraio 2025 ore 13]

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Persone che tengono foto di membri della famiglia Bibas durante una cerimonia di compleanno per il bambino israeliano Kfir Bibas, tenuto in ostaggio da Hamas a Gaza,e purtoppo morto insieme (Epa/Abir Sultan)

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Il movimento palestinese Hamas ha reso noto di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi israeliani durante la seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco di Gaza con Israele che dovrebbe fermare definitivamente la guerra, ha riferito oggi Al Jazeera, citando il portavoce di Hamas, Hazem Qasym.

Tutti gli ostaggi verrebbero rilasciati “in una volta sola”, con l’obiettivo di raggiungere un cessate il fuoco permanente e il ritiro completo delle truppe israeliane dalla Striscia di Gaza, ha affermato Qasym.

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Hamas, alle 14 ora italiana, ha precisato che la liberazione di tutti gli ostaggi rimasti avverrà in un unico scambio ma nella seconda fase degli accordi sulla tregua a Gaza, piuttosto che in più fasi, come nell’attuale prima fase”, ha dichiarato Taher al-Nunu, un esponente di Hamas. il quale non ha chiarito quanti ostaggi siano attualmente detenuti da Hamas o da altri gruppi militanti.

Le fasi della tregua tra Israele e Hamas

Israele e Hamas stanno attualmente attuando la prima fase della tregua, iniziata il 19 gennaio. Da allora, 19 ostaggi israeliani sono stati rilasciati dai militanti in cambio di oltre 1.100 prigionieri palestinesi liberati dalle carceri israeliane. Dopo il completamento della prima fase, a Gaza rimarranno 58 ostaggi, di cui 34, secondo l’esercito israeliano, sono morti.).

La prima fase dell’accordo prevede che tutti i combattimenti devono fermarsi per 42 giorni, quindi dal 19 gennaio fino a sabato 1° marzo 2025. Le forze israeliane devono ritirarsi dalle città di Gaza verso una “zona cuscinetto” lungo il confine della Striscia, i palestinesi sfollati potranno tornare a casa e ci sara’ un notevole aumento nelle consegne di aiuti.

Nella seconda fase: Gli ostaggi ancora in vita saranno restituiti e un corrispondente rapporto di prigionieri palestinesi sarà liberato, insieme a un completo ritiro israeliano dalla Striscia. Il valico di Rafah verso l’Egitto sarà aperto per consentire ai malati e ai feriti di andarsene.

La terza fase potrebbe durare anni, riguarderebbe lo scambio di corpi di ostaggi deceduti e membri di Hamas e un piano di ricostruzione per Gaza. Gran parte della comunità internazionale sostiene che l’autorità Nazionale palestinese semi-autonoma con sede in Cisgiordania, che ha perso il controllo di Gaza a favore di Hamas nel 2007, deve tornare a a governare la Striscia, ipotesi respinta più volte da Israele.

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Dermer guiderà team negoziati di Israele, esclusi capi Mossad e Shin Bet

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha scelto il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer a capo della squadra israeliana incaricata delle negoziazioni per la liberazione degli ostaggi. Lo riporta Channel 12 affermando che le famiglie degli ostaggi sono preoccupate per questa scelta ricordando che Dermer si era detto contrario a un accordo sugli ostaggi senza lo smantellamento totale di Hamas.

I capi del Mossad e dello Shin Bet sono invece stati esclusi dal team dei negoziatori per i colloqui per la seconda fase dell’accordo raggiunto tra Israele e Hamas per il cessate il fuoco a Gaza e lo scambio tra ostaggi e detenuti palestinesi. Lo scrive il sito di Haaretz.

Israele: «Identificazione corpi ostaggi potrebbe richiedere tempo»

Il ministro della Salute israeliano Uriel Buso afferma che l’identificazione dei corpi dei quattro ostaggi che Hamas consegnerà domani giovedì 20 febbraio potrebbe richiedere del tempo, sottolineando la necessità di stabilire, se possibile, le cause della morte.

“Ho visitato l’Istituto di medicina legale per vedere i preparativi per il ritorno dei caduti”, racconta il ministro a Walla. “I professionisti qui sono stati preparati in modo che l’identificazione possa essere effettuata il più rapidamente possibile”.

“Il processo può richiedere poco oppure molto tempo, perché non abbiamo informazioni precise sulle condizioni delle persone uccise - aggiunge - Pertanto, dobbiamo essere pazienti. La cosa più importante è che riceviamo un’identificazione chiara, che possiamo accertare la causa della morte e che li portiamo per la sepoltura in Israele”.

Hamas ha dichiarato ieri che trasferirà i corpi di Shiri Silberman Bibas e dei suoi due bambini piccoli Ariel e Kfir in Israele domani, insieme al corpo di un quarto ostaggio. L’ufficio del primo ministro ha confermato che quattro ostaggi morti saranno rilasciati, ma non ha fatto i loro nomi.

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