Un Paese sempre più vecchio e sempre più ignorante
di Francesco Billari
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Il 2024 spaziale è finito con l’ultimo lancio di satelliti Starlink, di SpaceX, la compagnia di Elon Musk che a fine dicembre ha sorpassato di molto i 100 lanci del 2023, a loro volta un record.
Il 2025 spaziale inizia col botto il 10 gennaio, con il lancio, ancora sperimentale, di SpaceShip, il più grande e potente razzo vettore mai concepito e costruito. E anche questo è di SpaceX.
Questo per dire quanto la scena globale sia cambiata negli ultimi due anni e come oramai il comparto privato Usa sia importante in campo spaziale. La compagnia di Elon Musk, che oggi è anche importante consigliere, se non suggeritore, di Trump è una vera e propria superpotenza spaziale, pari a Nasa se non maggiore, almeno come capacità di portare satelliti e altro nello spazio.
Il 2025 sarà un anno pieno di missioni interessanti, come quella della sonda europea Juno, che è da anni attorno a Giove e finirà fra pochi mesi in modo plateale la sua lunga missione iniziata nel 2016. Si butterà, letteralmente, nell’atmosfera del più grande pianeta del nostro sistema solare per evitare qualunque contaminazione al sistema di satelliti gioviani. Ma per l’Europa il conto con Giove è ancora aperto: Juice, la nuova sonda made in Ue, andrà quest’anno verso Venere, per sfruttare la sua gravità e riceverne energia per spiccare il volo definitivo verso il grande pianeta. È l’effetto fionda, tanto studiato da Giuseppe Colombo, genio italiano della meccanica celeste, cui è anche intitolato il satellite europeo che arriverà fra poco attorno a Mercurio, pianeta studiato da Colombo che riuscì a spiegare per primo il moto apparentemente misterioso del pianeta più vicino al Sole.
L’Agenzia spaziale europea, Esa, ha in lista anche un importante volo di prova dello Space Rider, un aereo orbitale, che ricorda lo Space Shuttle di Nasa, ma che vola senza equipaggio e al ritorno atterra planando. Volerà nel terzo trimestre del 2025 e doterà l’Europa di un veicolo robotico riutilizzabile con cui svolgere vari esperimenti scientifici in orbita terrestre bassa. Una sorta di laboratorio, relativamente piccolo, per studiare il comportamento di piante, materiali e processi biologici in un ambiente a gravità ridotta nello spazio. Questo in fondo costituirà una prosecuzione, solo europea, del lavoro fatto da anni nella Stazione spaziale internazionale, Iss, ma si presta anche alla sperimentazione e sviluppo di applicazioni importanti per il futuro, come la comunicazione fra veicoli spaziali e l’esplorazione robotica. Importante in Space Rider il contributo italiano sia finanziario che di progetto e realizzativo.