Il bias della rima? Può essere molto più dannoso di quello che immaginiamo
Spesso offre una facile e veloce giustificazione verso una situazione che non vogliamo affrontare e riduce la nostra capacità critica
di Giovanna Prina *
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La persona che si è occupata dei miei bambini quando erano piccoli, che li andava a prendere all’asilo e a scuola e li accudiva fino al ritorno a casa mio o di mio marito, era molto divertente. Parlava per proverbi in rima. A volte avevo il dubbio che i proverbi li inventasse a seconda delle situazioni e un po’ a caso, ma erano allegri anche se bizzarri, e sempre molto ascoltati e apprezzati dai miei figli. “L'amore è una gran cosa, ma la fame fa passare ogni cosa!” era uno dei più ripetuti per sottolineare l’importanza del suo lavoro quando ci faceva trovare la cena già pronta al nostro arrivo.
Mi ricordo anche “Quando si pensa al brigante è perché il parente non è distante”, che diceva ridendo quando i miei figli avevano qualche piccolo screzio con i cugini su qualche gioco fatto durante il pomeriggio. Era il suo modo di farli ridere e di trasformare il litigio in un fatto normale, quasi obbligatorio tra parenti e a cui non dare peso. Con la stessa logica utilizzava la frase “Spunta il sole, canta il gallo, andiamo tutti a cavallo”, e questo era il suo modo per indurre i miei figli a fare qualcosa che non avevano voglia di fare, come spegnere la televisione e mettersi a studiare oppure interrompere un gioco e tornare a casa dai giardinetti alla fine del pomeriggio. Ripeteva questa litania come fosse un fatto consolidato e una certezza: ad un certo punto si va a cavallo, non c’è da discutere o cercare alternative, è così.
Quando ho iniziato a occuparmi di bias ho scoperto tra le innumerevoli strane trappole della nostra mente il bias della rima. È il bias per cui tendiamo a credere inconsciamente di più alle frasi che contengono una rima rispetto a quelle che non ce l’hanno. All’inizio mi ha fatto sorridere e mi sono chiesta perché fermare l’attenzione su un bias di questo genere. I bias sono errori cognitivi che tutti utilizziamo in modo inconsapevole, poiché è il nostro cervello che ce li propone per permetterci di prendere decisioni in fretta e senza fatica e sono utili per non dover gestire tutti gli stimoli che riceviamo e per darci la possibilità di dedicare la nostra attenzione in modo focalizzato solo su ciò che ci interessa.
Sono potenzialmente pericolosi però perché, soprattutto poiché inconsapevoli, possono irrigidire i nostri processi decisionali ed i nostri comportamenti. Il bias della rima lo avevo percepito come innocuo e non riuscivo a comprendere che tipo di problema o trappola potesse creare nelle nostre decisioni. Ma poi ho capito e mi sono ricreduta.
Provate a pensare ad un conflitto tra parenti per risolvere un problema sull’eredità o su come sistemare il nonno anziano durante le vacanze. Se il mio cervello mi propone come vera la facile rima di “parenti serpenti” inconsapevolmente sono spinta a restare sulle mie posizioni ed evito di fare sforzi per mettermi nei panni dell’altro o per trovare una soluzione che possa aiutare a gestire i contrasti. La trappola diventa quelle di darmi velocemente giustificazioni per non intervenire realmente e per tenere ferma la mia posizione.

