Ok del Governo alle regole sull’intelligenza artificiale. Nordio: «Reclusione da 1 a 5 anni per chi crea danno con Ia»
È invece slittato il decreto legislativo sulla revisione del regime delle imposte sui redditi Irpef e Ires, inizialmente atteso sul tavolo dell’esecutivo
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I punti chiave
- L’aspetto penale
- Ia, Butti: testo molto atteso da G7
- Nordio: IA non condizionerà decisioni magistrati
- Urso: Ddl a sostegno delle pmi, 1 miliardo è solo la dotazione iniziale
- Sanità digitale
- Autorità nazionali per l’intelligenza artificiale
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- Via libera al disegno di legge in materia di tutela dei minori in affidamento
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- Il nodo coperture
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Via libera del Consiglio dei ministri alle nuove regole in materia di intelligenza artificiale. «Le norme - si legge in una nota di palazzo Chigi - intervengono in cinque ambiti: la strategia nazionale, le autorità nazionali, le azioni di promozione, la tutela del diritto di autore, le sanzioni penali. Si prevede, inoltre, una delega al governo per adeguare l’ordinamento nazionale al Regolamento UE in materie come l’alfabetizzazione dei cittadini in materia di IA (sia nei percorsi scolastici che in quelli universitari) e la formazione da parte degli ordini professionali per professionisti e operatori. La delega riguarda anche il riordino in materia penale per adeguare reati e sanzioni all’uso illecito dei sistemi di IA».
Tra le soluzioni previste, l’estensione del regime di agevolazioni fiscali per gli impatriati anche a chi ha svolto all’estero un’attività di ricerca nell’ambito delle tecnologie di intelligenza artificiale. La norma, ha spiegato il sottosegretario per l’innovazione tecnologia Alessio Butti in occasione della conferenza stampa al termine del vertice dell’esecutivo, è rivolta a chi rientra dagli Stati Uniti ma anche dagli altri Paesi europei.
L’aspetto penale
«Chi diffonde senza il consenso video o immagini alterate con la Ia, cagionando un danno ingiusto, è punito con la reclusione da 1 a 5 anni», ha affermato il ministro della Giustizia Carlo Nordio in conferenza stampa. «L’aspetto penale può essere devastante perchè può creare una realtà che non è più virtuale ma reale, può dare una rappresentazione di una persona realistica, non vignettistica o come fotomontaggio. Si può creare un mondo reale ancorchè virtuale. Allora per questo interviene la norma penale», ha aggiunto.
Nordio: «Uso Ia per alcuni reati è un’aggravante»
«Quando l’uso della IA è effettuato in modo insidioso - ha sottolineato Nordio - costituisce aggravante specifica per tutta una serie di reati, come sostituzione di persona, rialzo e ribasso fraudolento dei prezzi, truffa, frode informatica, riciclaggio, aggiotaggio. Per questi reati l’uso della IA costituisce una aggravante perché è un mezzo dannatamente insidioso e purtroppo efficace. Nessuno si illude che la norma penale costituisca un deterrente assoluto ma colma un vuoto di tutela».
La riunione a Palazzo Chigi è terminata dopo più di un’ora.

