L’altro volto dell’inflazione: supercedola in arrivo per i BTp Italia
Con l’impennata dei prezzi italiani scatta la «protezione» per i risparmiatori. Ad aprile i titoli indicizzati matureranno pagamenti attorno al 4% del valore sottoscritto.
di Maximilian Cellino
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I punti chiave
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L’inflazione che mette a dura prova i bilanci di imprese e famiglie in Italia, così come nel resto d’Europa, ha in fondo anche un risvolto meno negativo. Dopo anni di cedole «magre» è arrivato anche per i BTp Italia il momento di passare all’incasso, complice proprio il caro-prezzi che attanaglia il Paese e al quale sono indicizzati i pagamenti periodici di uno strumento ideato dal Tesoro pensando proprio ai risparmiatori e a come proteggere il loro potere d’acquisto.
Secondo i parametri già stabiliti dal Ministero, i quattro titoli della serie che vedranno maturare ad aprile cedole semestrali verseranno infatti nelle tasche dei sottoscrittori un ammontare che oscilla attorno al 4% lordo, al quale dovrà essere poi come di consueto applicata un’aliquota del 12,5 per cento: si va dal 3,76% pagato l’11 aprile dal titolo con scadenza aprile 2024 fino al 4,21% del BTp Italia ottobre 2027, il quindicesimo della serie e penultimo emesso nell’ottobre 2019, che «staccherà» a fine mese.
Livelli del genere non si erano mai visti nella breve storia di questo strumento che ha debuttato sul mercato dieci anni fa, come del resto ci si poteva aspettare visto che con il 6,7% registrato a marzo ormai l’inflazione viaggia ai massimi dal 1991. Non serviranno certo a risolvere i problemi degli italiani che li hanno sottoscritti, ma potranno fornire liquidità più che mai utile di questi tempi.
Un passato fra luci e ombre
Finora il BTp Italia ha vissuto fasi alterne: sottoscritto in massa da risparmiatori (e non solo) nelle prime occasioni sembra essere «passato di moda» negli ultimi tempi, tanto che negli ultimi due anni lo stesso Tesoro lo ha momentaneamente messo da parte per far spazio al BTp Futura legato invece alla crescita economica del nostro Paese. Colpa dell’inflazione certo, sparita dalla circolazione almeno fino a un anno fa, ma anche di un meccanismo di funzionamento non sempre immediato da comprendere, soprattutto da chi non ha dimestichezza con gli investimenti.
Sotto l’aspetto squisitamente tecnico, il BTp Italia è una obbligazione di tipo «Inflation Protected», protegge cioè l’investitore - sia sul capitale, sia sugli interessi - dall’andamento dell’inflazione italiana calcolata attraverso l’indice Foi, che misura i prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Oltre a questo, il Tesoro garantisce che il tasso della cedola pagata non possa scendere mai sotto il valore reale minimo stabilito all’emissione (1,4% per esempio per l’ultima operazione datata ormai maggio 2020) e un «premio di fedeltà» per chi ha sottoscritto i titoli al collocamento e li mantiene in portafoglio fino a naturale scadenza.


