L’Ecomafia non conosce lockdown: nel 2020 segno più per i reati ambientali (con meno controlli)
Nella classifica regionale, Campania, Sicilia, Puglia sono risultate le regioni più colpite da illeciti ambientali. Al quarto posto lo scorso anno è salito il Lazio con 3.082 reati, con un incremento del 14,5% sul 2019, superando così la Calabria
di Andrea Carli
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I punti chiave
- Più persone denunciate, meno verifiche
- Il 46,6% dei reati in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria
- Lazio al quarto posto, davanti alla Calabria
- Il numero più alto di procedimenti ha riguardato l’inquinamento ambientale
- Sensibilità crescente verso i crimini ambientali da parte dell’ordinamento giudiziario
- Ambiente sotto attacco
- In calo reati relativi a ciclo dei rifiuti e del cemento
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L’Ecomafia in Italia non conosce lockdown. Secondo il rapporto Ecomafia 2021, realizzato da Legambiente, nel 2020 sono stati 34.867 i reati ambientali accertati (+0,6% rispetto al 2019), alla media di oltre 95 reati al giorno, 4 ogni ora. Il valore complessivo del fatturato illegale, stimato da Legambiente è di 10,4 miliardi di euro (-0,9 sul 2019), mentre aumenta quello sugli investimenti a rischio nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa, dagli appalti alla gestione dei rifiuti urbani, che ha toccato quota 11,2 miliardi di euro.
Gli abbattimenti degli abusi edilizi, sono al palo: dal 2004 al 2021 sono state emesse 57.250 ordinanze di demolizione, ma ne sono state eseguite solo il 32,9%, con significative differenze tra Nord e Sud. La Puglia ha il record negativo con il 4%.
Più persone denunciate, meno verifiche
Nel 2020, l’anno più difficile per quanto riguarda la gestione dei contagi Covid-19, sono aumentate le persone denunciate: 33.620 (+12% rispetto al 2019), le ordinanze di custodia cautelare eseguite 329 (+14,2%), i sequestri effettuati 11.427 (+25,4%), ma è diminuito il numero complessivo dei controlli passati da 1.694.093 del 2019 a 1.415.907 del 2020, con una flessione del 17% rispetto al 2019.
Il 46,6% dei reati in Sicilia, Campania, Puglia e Calabria
Sempre alta l'incidenza dei reati ambientali accertati nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (ossia Sicilia, Campania, Puglia e Calabria), esattamente 16.262, il 46,6% del totale nazionale, con 134 arresti, nel 2019 erano stati “soltanto” 86. L’ammontare del mercato illegale è stato di 10,4 miliardi di euro (- 0,9% sul 2019). In crescita gli investimenti a rischio: 11,2 miliardi di euro (+2,6 sul 2019).
Lazio al quarto posto, davanti alla Calabria
Nella classifica regionale, Campania, Sicilia, Puglia sono risultate le regioni più colpite da illeciti ambientali. Al quarto posto lo scorso anno è salito il Lazio con 3.082 reati, con un incremento del 14,5% sul 2019, superando così la Calabria. La Lombardia si è confermata la regione con il maggior numeri di arresti. Preoccupante anche il numero dei comuni commissariati per ecomafia sino a oggi, ben 32, dei quali 11 sono stati sciolti nei primi nove mesi del 2021.
