Lavoro extra Ue: 174mila istanze. In Campania crollo dell’85%
Resta comunque la Regione con più richieste per il 2025. Boom di domande extra quote per stabilizzare i contratti stagionali
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I punti chiave
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La Campania resta la regione con il maggior numero di domande di lavoratori extraeuropei ma la stretta sui controlli finalizzata al contrasto di truffe e irregolarità le ha fatte crollare dell’85%, portandole dalle 231mila del 2024 alle 34mila del 2025. In tutta Italia le istanze sono state quasi 174mila, neanche un terzo delle oltre 702mila dell’anno scorso.
Agricoltura, assistenza familiare, edilizia, sono i comparti con più richieste. Ma mentre per il lavoro stagionale (agricoltura e turismo) e per quello non stagionale (fra cui l’edilizia) le quote sono sufficienti o anche più alte, per colf e badanti le richieste presentate sono quattro volte i posti disponibili. Il quadro emerge dai dati sulle istanze trasmesse nei click day di febbraio e fino al 18 marzo, forniti dal ministero dell’Interno al Sole 24 Ore del Lunedì.
Il 2025 è l’ultimo anno del decreto flussi 2023-2025, che ha incrementato le quote disponibili fino a raggiungere il record dei 191.450 ingressi ammessi per quest’anno. Nel 2024 i posti previsti sono stati 151mila e nel 2023 sono stati 136mila. Un bel salto, se si pensa alla quota di 30.850 posti prevista dal 2015 al 2020, poi salita a 69.770 nel 2021 e a 122.705 nel 2022. Proprio in questi giorni il Governo ha cominciato a lavorare al nuovo decreto flussi triennale (2026-2028) chiedendo i fabbisogni di manodopera alle associazioni datoriali.
Nel frattempo, sta crescendo l’importanza dei canali svincolati da quote annuali e click day. Il decreto legge 145/2024 ha escluso dal sistema dei flussi le conversioni dei permessi di soggiorno stagionali in permessi di lavoro subordinato (a tempo determinato o indeterminato): da gennaio 2025 al 18 marzo sono state già presentate 9.077 istanze.
Sono extra quote anche gli ingressi che avvengono dopo i percorsi di formazione nei Paesi d’origine, svincolati dai tetti annuali con il decreto legge 20/2023: stanno coinvolgendo quasi 5mila lavoratori.


