Nel Kenya del Sud sulle orme del popolo Masai
Nella Riserva Nazionale Masai Mara tra leoni e rinoceronti
I Masai occupano un’area che si estende sino alla parte settentrionale della Tanzania, avente una superficie complessiva di 160 mila chilometri quadrati. In questa immensa landa ci si imbatte spesso nei kraal, i tradizionali recinti circolari per animali composti da spine di acacia, che impediscono ai leoni di attaccare il bestiame. Li costruiscono gli uomini, mentre le donne agiscono da architette delle abitazioni chiamate manyattas ovvero capanne di fango erette utilizzando materiali naturali provenienti dalle colline e dai fiumi vicini.
Uno dei luoghi più suggestivi per conoscere la loro cultura è la Riserva Nazionale Masai Mara che prende il nome da questo popolo e dal fiume Mara che vi scorre all’interno: vedere i leoni è assai frequente così come suscita emozioni indimenticabili avvisare il rinoceronte nero, assistere alle corse sfrenate delle zebre e ai movimenti degli gnu: la migrazione di questi ultimi avverrà tra i mesi di luglio e settembre in base al momento in cui cominceranno le piogge. Anche se adesso la vita dei Masai è cambiata ed essi si dedicano spesso ad altre forme di commercio più turistiche, soprattutto alla vendita di monili composti da perline, il bestiame resta la loro principale fonte di sostentamento. Volentieri essi pronunciano l’espressione di preghiera Meishoo iyiook enkai inkishu o-nkera che si può tradurre con “Possa il Creatore darci bestiame e bambini”. I sorrisi dei piccoli Masai, appunto, tracciano un’infinita scia di tenerezza. Il Tour operator italiano Kel 12 organizza viaggi, guidati da esperti, dal Turkana al Masai Mara con soggiorno nei Lodge.

