Partite Iva, nel 2024 calano autonomi e professionisti. Flat tax scelta nel 69% dei casi
L’anno scorso sono diminuite del 2% le nuove attività avviate da persone fisiche. Aumenta l’incidenza delle donne (39,6%) e degli extracomunitari (17,5%). Stabile al 49% quella degli under 35, che pagano la denatalità
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I punti chiave
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Dietro il celebrato aumento delle nuove partite Iva nel 2024 (+1,3% annuo), c’è un segnale indicativo: la frenata costante delle aperture da parte delle persone fisiche. Autonomi, professionisti e imprenditori individuali l’anno scorso hanno attivato 337mila nuove posizioni Iva. Un numero in calo del 2% rispetto al 2023 e che – tolto il 2020 segnato dal Covid – rappresenta il livello più basso degli ultimi 12 anni.
Le cause sono più d’una. Innanzitutto, l’invecchiamento della popolazione (dati Istat): in confronto al 2013 il numero dei maggiorenni è rimasto invariato, ma si è perso quasi un milione di giovani nella fascia d’età tra i 18 e 34 anni, quella che avvia circa metà delle nuove partite Iva.
Inoltre, per tutte le età emerge una minore tendenza all’apertura di posizioni individuali. Il calo è infatti più marcato di quello della popolazione. E ciò potrebbe dipendere dal maggior utilizzo della forma societaria, rilevato nelle statistiche delle Finanze diffuse lunedì 10 febbraio. Ma anche dalla maggiore diffusione delle assunzioni.
In termini relativi – ogni 100 nuove partite Iva – aumenta l’incidenza delle donne (39,6% nel 2024) e dei contribuenti nati al di fuori dell’Unione europea (17,5%). Entrambe queste categorie hanno visto crescere il proprio peso di circa il 3% negli ultimi 12 anni.
La prevalenza della flat tax
La flat tax degli autonomi conferma il suo successo: il regime forfettario viene ormai scelto da sette nuove partite Iva su dieci. Mentre le altre non hanno convenienza (in genere perché sostengono costi molto alti) o incappano in cause di esclusione (ad esempio hanno quote in società di persone). A ben vedere nel 2024 l’incidenza del forfait è scesa dello 0,2%, ma tutto lascia pensare che le novità in vigore nel 2025 spingeranno ancora le adesioni.
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