Petrolio ancora record, gli analisti vedono avvicinarsi quota 100 dollari
Quotazioni in rialzo per la quarta seduta consecutiva e ai massimi da ottobre 2014
di Sissi Bellomo
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Non si ferma la corsa del petrolio. In rialzo per il quarto giorno consecutivo, le quotazioni del barile hanno aggiornato il record da sette anni, spingendosi fino a 89,05 dollari nel caso del Brent (che ha poi ripiegato poco sopra 88 dollari) e fino a 87,08 dollari nel caso del Wti.
Ormai quota 100 dollari al barile non sembra più un traguardo lontano: per Goldman Sachs ci si potrebbe arrivare nel terzo trimestre, JPMorgan ritiene possibili impennate fino a 125 dollari al barile nel corso di quest’anno e addirittura 150 dollari il prossimo.
In generale molti analisti stanno rivedendo le previsioni al rialzo e senza un’inversione di tendenza l’inflazione – già da primato in molte aree del mondo – rischia di salire ulteriormente.
Mercoledì 19 ad alimentare i rialzi del greggio ha contribuito un’esplosione nei pressi dell’oleodotto Kirkuk-Ceyhan, cruciale per il trasporto in Europa delle forniture dall’Iraq. È poi emerso che all’origine non c’è stato un attentato, ma la caduta di un traliccio elettrico, e il flusso nell’oleodotto è ripreso dopo poche ore.
Le tensioni geopolitiche restano comunque elevate. E a sostenere i prezzi del petrolio ci sono i fondamentali di mercato.



