Petrolio record, ma l’Opec+ ha le mani legate
La coalizione si riunisce dopo che il Brent ha superato 90 dollari al barile, ma è difficile che possa accelerare gli aumenti di produzione: solo l’Arabia Saudita e pochi altri sono in grado di estrarre di più
di Sissi Bellomo
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L’Opec+ torna a riunirsi con il petrolio vicino ai massimi da sette anni e ormai lanciato a detta di molti analisti verso quota 100 dollari al barile. Ma nelle politiche produttive del gruppo non si profila un cambio di marcia: l’esito più probabile del vertice odierno, stando alle voci della vigilia, sarà l’ennesima conferma del piano di apertura dei rubinetti approvato lo scorso luglio e dunque un altro aumento delle quote di 400mila barili al giorno, anche per il mese di marzo.
L’ipotesi di una maggiore “generosità” da parte della coalizione comincia in realtà ad emergere. L’ha sollevata ad esempio Goldman Sachs, alla luce della recente accelerazione della corsa dei prezzi, che potrebbe risvegliare le pressioni politiche da parte degli Usa o di altri grandi consumatori, come Cina e India: solo a gennaio il barile è rincarato del 17%, spingendosi a livelli che non toccava da ottobre 2014, quando il fenomeno dello shale oil americano era ancora agli albori (il Brent venerdì 28 gennaio si era spinto fino a 91,70 dollari, salvo poi ridiscendere intorno a 89 dollari).
A influire sull’Opec+ potrebbe anche essere lo scenario di politiche monetarie più restrittive: il gruppo, suggerisce Goldman, potrebbe preoccuparsi vi veder rallentare la crescita economica e quindi le entrate da petrolio.
Sembra comunque sempre più evidente che l’Opec+ avrebbe un solo modo per accelerare l’apertura dei rubinetti: concedere all’Arabia Saudita di fare da sè, esonerandola da ogni limite di produzione. Ma questo è ben difficile che accada senza che la coalizione si spacchi.
Oggi come oggi solo Riad e (in misura minore) gli Emirati arabi uniti appaiono in grado di aumentare in modo significativo l’estrazione di greggio. Chi più chi meno, tutti gli altri membri dell’Opec+ (compresa la Russia) faticano già da tempo ad allinearsi alla propria quota.



