Mercati

Piazza Affari rimbalza, ma è calma apparente: lo dicono i termometri di mercato

Il mercato spera che Draghi resti in sella, ma alcuni indicatori di mercato vedono più nero: a partire dalle polizze anti-default che rincarano ancora

di Morya Longo

(Eugenio Marongiu - stock.adobe.com)

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Il mercato, dal suo punto di vista, ci spera. Ma con una sana dose di realismo. Dopo la caduta di Piazza Affari e l’aumento dello spread tra BTp e Bund di giovedì (in una giornata nera in tutta Europa), ieri è arrivato il rimbalzo. Pur con un recupero inferiore al +2,76% di Francoforte e al 2,04% di Parigi, Piazza Affari ha ripreso l’1,84% (in linea con Madrid) e lo spread si è assestato sui 224 punti base dai 219 della chiusura di giovedì. Ma la calma è in realtà in gran parte di facciata. Se da un lato il mercato assegna ora maggiori probabilità alla permanenza di Draghi a Palazzo Chigi, dall’altro sotto la fiducia di ieri sui listini continua ad ardere la brace.

Lo dimostrano i credit default swap (polizze anti-default dell’Italia) il cui costo continua a salire. Lo dimostra il confronto con la Spagna e il Portogallo. Lo dimostrano i commenti degli investitori e delle agenzie di rating arrivati ieri. Il rimbalzo è un rimbalzo. Sotto, la brace continua ad ardere.

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I motivi della calma

Ci sono due ragioni per cui ieri Piazza Affari ha recuperato terreno ieri e i BTp italiani hanno quasi tenuto le posizioni. La prima nasce dal contesto internazionale: il rimbalzo è stato generale in tutto il mondo dopo una settimana difficile, anche perché dalla Federal Reserve Usa non sono arrivati segnali che possa alzare i tassi di 100 punti base in un colpo solo a luglio come qualcuno teme. La seconda è legata all’Italia: il mercato assegna ora maggiori probabilità a una fine bonaria della crisi di Governo.

Per Filippo Diodovich, senior market strategist di Ig Italia, i mercati stanno scontando «una nuova soluzione di Governo con a capo sempre Draghi». Simile l’opinione di Antonio Cesarano, chief global strategist di Intermonte: «Il mercato pensa con maggiore convinzione, rispetto a giovedì, che il Governo Draghi possa andare avanti».

Credit Suisse calcola in un report addirittura le probabilità dei vari scenari: l’ipotesi che Draghi resti al Governo - secondo un report pubblicato ieri - ha il 55% delle probabilità (divise tra 45% con la stessa maggioranza e 10% con un partito in meno), mentre le elezioni anticipate hanno il 40% delle probabilità e un Governo diverso meno del 5%. Il mercato, insomma, un po’ ci spera. Così sui mercati è tornata un po’ di calma.

LA SETTIMANA SUI MERCATI

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Ma la brace arde

Mentre la Borsa rimbalza e lo spread BTp-Bund si assesta un po’, ci sono però vari indizi che lanciano un messaggio meno rassicurante: alcuni arrivano dai mercati stessi (e dal confronto con i due paesi più simili all’Italia, cioè Spagna e Portogallo), altri dalle dichiarazioni di investitori e strategist.

Se guardiamo ad esempio ai credit default swap (speciali polizze che servono agli investitori per assicurarsi dal rischio di insolvenza o di uscita dall’euro di un Paese), si nota che il premio per assicurarsi dal rischio Italia in questa settimana di crisi politica è salito da 138 punti base di lunedì a 163 ieri (con una punta a 170 in mattinata). Nella stessa settimana, il premio per assicurarsi dal rischio-Spagna è rimasto invece quasi stabile (da 60 a 64 punti base). Idem per il rischio-Portogallo: da 58 a 62. Mentre il premio per la polizza italiana saliva di 25-30 punti base in una settimana (e ha continuato a salire anche ieri), quelli di Madrid e Lisbona sono restati molto più stabili. Oltre che molto più bassi.

Crisi nei radar degli investitori

Stesso discorso per lo spread dei titoli di Stato sui Bund: quello italiano è salito in una settimana da 203 a 224 punti base (+21), quello spagnolo da 107 a 116 (+9) e quello portoghese da 108 a 120 (+12). Bene inteso: non è nulla di drammatico. Tra l’altro i movimenti dei mercati sono influenzati anche dagli eventi internazionali. Ma comunque un messaggio questi dati lo lanciano: la crisi italiana è entrata nei radar degli investitori.

Questo lo dimostrano anche i vari report usciti ieri sulla crisi di Governo. Cosa preoccupa i mercati lo sintetizza bene Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM in Italia. Da un lato il rispetto del Pnrr, che - con le sue tappe serrate - rischia di saltare in un periodo di vuoto di Governo e di elevata conflittualità politica. Dall’altro il fatto che questa crisi arriva proprio mentre la Bce sta costruendo lo scudo anti-spread (che non serve per abbassarlo in caso di crisi politiche): «Con la politica italiana nuovamente nel caos - osserva Ramenghi - le pressioni sulla Bce per aumentare la condizionalità dello scudo probabilmente aumenteranno». Discorsi simili li fanno le agenzie di rating, come Scope Ratings: «L’incertezza politica - scrive - è negativa per il rating italiano (BBB+ stabile)». La tensione, insomma, c’è. Ma, per ora, sui mercati anche la speranza.

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  • Morya Longo

    Morya LongoVicecaposervizio

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Finanza, mercati azionari e obbligazionari

    Premi: Vincitore del premio State Street 2018 – Giornalista dell’anno, autore del miglior scoop

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