Procurement sostenibile, cambiano le priorità del responsabile ufficio acquisti
In evidenza nuove dinamiche di mercato e modi di lavorare, domanda sempre più volatile e riduzione dei rischi della catena di approvvigionamento
di Gianni Rusconi
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La pandemia è stata un campanello d’allarme per richiamare l’attenzione sul fatto che non è più possibile continuare a fare “business as usual”, offrendo alle aziende un’opportunità unica per ripensare processi e modelli operativi per renderli più resilienti e anche più sostenibili. Più della metà delle organizzazioni a livello Emea (il 59% per la precisione), in effetti, ha in atto una strategia per arrivare a un procurement etico e sostenibile e riflette un’esigenza più che mai sentita dalla funzione acquisti, che valuta la sostenibilità come una delle principali priorità aziendali, seconda solo alla necessità di ridurre i budget operativi.
Lo dice una recente ricerca realizzata da RS Components (uno dei principali operatori nel campo soluzioni di approvvigionamento in ambito Maintenance, Repair, Operations) in collaborazione con il Chartered Institute of Procurement & Supply, ricerca che conferma come il tema ambientale sia oggi effettivamente al centro dell’attenzione. Dei circa 1.300 manager intervistati (responsabili del procurement di aziende di medie e grandi dimensioni, in prevalenze europee), il 69% ricicla i propri rifiuti, il 30% ha avviato un programma organico di riduzione delle emissioni di carbonio, il 60% fa uso di energia rinnovabile e il 50% raggruppa gli ordini per contenere l'impatto energetico (e i costi) dei trasporti. Il ricorso a queste ultime misure, si legge nell'abstract del rapporto, è aumentato nel corso del 2021 del 10% rispetto all’anno precedente.
Un'altra faccia del cambiamento che sta interessando i responsabili acquisti è la tecnologia e più nello specifico gli strumenti digitali che permettono di aumentare l’automazione di alcuni processi e, di conseguenza, di poter fare di più con meno. Il 42% delle imprese dell’area Emea sta automatizzando le operazioni transazionali attraverso l’e-procurement e un’identica percentuale conferma come i propri stakeholder stiano già utilizzando canali elettronici per elevare i livelli di efficienza dell’approvvigionamento dei prodotti MRO.
Sono invece poco più della metà (il 51%), le aziende che hanno riferito un incremento nell’uso di soluzioni digitali a supporto dei processi “purchase-to-pay” dall’inizio della pandemia di Covid-19. E non finisce qui. A detta di Diego Comella, Managing Director di RS Components Italia, “l’adozione di tecnologie innovative rappresenta una garanzia di resilienza nell’affrontare i rischi che l'attuale situazione di emergenza ha reso evidenti. Intelligenza artificiale e blockchain, in particolare, consentiranno di automatizzare e presidiare le diverse fasi del processo di acquisto, dal ciclo attivo all’approvvigionamento, dall’analisi dei fabbisogni a quello della spesa”.
A detta del manager, il ruolo del responsabile ufficio acquisti è cambiato soprattutto in relazione al mutamento delle dinamiche di mercato e dei modi di lavorare, alla domanda sempre più volatile e alla riduzione dei rischi della catena di approvvigionamento per renderla meno vulnerabile alle interruzioni. In questo scenario, spiega Comella, “la funzione procurement si è trovata ad occupare un posto strategico in azienda, diventando un punto di riferimento non solo per assicurare la continuità di business, ma anche per generare valore all’interno dell’organizzazione”.

