Lusso

Realizzi su Brunello Cucinelli dopo i conti 2023

Per Equita il titolo è scambiato a premio sui concorrenti. Il broker alza il target price, quando Intermonte abbassa la raccomandazione a «Neutral»

FILE PHOTO: A woman works at the Brunello Cucinelli factory in Solomeo village, near Perugia, Italy, September 4, 2018. Picture taken September 4, 2018.  REUTERS/Alessandro Bianchi/File Photo

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(Il Sole 24 Ore Radiocor) - A Piazza Affari prese di beneficio su Brunello Cucinelli,dopo le buone performance dei giorni scorsi. Il titolo, dopo non aver fatto prezzo in avvio, ha aperto la seduta con una flessione del 7% per poi proseguire in ribasso. L’andamento del titolo della casa maison del cachemere segue quello di altri titoli del lusso europei (come Lvmh), con Moncler in calo dopo l’assegnazione di un totale di 21,7 milioni di azioni (7,9% del capitale) alle holding Venezio Investments, che fa capo al fondo di Singapore Temasek, e Grinta srl, veicolo della famiglia Rivetti, dopo il recesso. Cosa che mette dunque le holding nelle condizioni teoriche di poter alleggerire i propri pacchetti azionari, cosa che in precedenza non era possibile poichè detenevano la partecipazione in Moncler solo in forma indiretta.

Tornando a Brunello Cucinelli, alla vigilia sono stati resi i noti i conti dell’esercizio 2023, che si sono rivelati sopra le attese, con un utile netto in crescita a 123,8 milioni di euro (+42%) e ricavi che superano il miliardo di euro, attestandosi a 1,139 miliardi (+23,9% a cambi correnti e +26% a cambi costanti). Ottimi anche i risultati dei primi mesi del 2024, che portano alla conferma della guidance per l’anno in corso, con una previsione di ricavi in crescita del 10%. Visti i numeri del 2023, Equita alza il target del 10% a 100 euro (comunque inferiore agli attuali prezzi di Borsa), «premiando l’elevato grado di visibilità sulle stime», tuttavia avverte che il titolo viaggia con un multiplo P/E pari a 59 volte, e per gli analisti si tratta di «valutazioni assolute sopra la media storica più recente e a premio sui peers del 136%, nella parte alta del range storico (min. 80%, massimo 140% da inizio 2022, media 113%)». Per questo il titolo sconta «già pienamente, a nostro avviso, non solo il forte posizionamento del marchio e la visibilità sulle crescite, ma anche eventuali sorprese positive sui numeri». Intermonte, invece, fa notare come il titolo sia salito di oltre il 50% da inizio agosto scorso, sostenendo che «la valutazione sembra aver già prezzato l’eccellente visibilità a lungo termine (ricavi al 2030 al doppio rispetto al 2013)». Per questo motivo, dopo aver aggiornato il target a 105 euro «abbassiamo la nostra raccomandazione a Neutral».

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