Riforma fiscale, per completare la delega servono più risorse
Più dei tempi supplementari conta il denaro. Irap, cedolare negozi, mini-Ires e tassazione dei risparmi sono capitoli difficili da regolare senza coperture
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I punti chiave
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Il governo pare determinato a prolungare fino al prossimo 31 dicembre il termine per l’attuazione della riforma fiscale, la cui attuale scadenza – come prevede l’articolo 1 della legge delega 111/2023 – è fissata al 29 agosto 2025. La proroga, riferiscono fonti ministeriali, è contenuta in un Ddl governativo in materia fiscale che era atteso venerdì scorso all’esame del Consiglio dei ministri, ma poi è stato rinviato a una prossima riunione.
La proroga, comunque, arriverà. E, allora, vale la pena chiedersi come saranno utilizzati questi ulteriori 124 giorni per completare il complesso mosaico di attuazione della riforma.
La proroga
Quattro mesi in più sono certamente utili. Consentiranno al gruppo di lavoro coordinato dal viceministro dell’Economia, Maurizio Leo – autore e regista dell’intera operazione – di portare a termine attività già avviate su alcune parti della riforma. E di farlo senza affanni, senza affrettare i tempi, evitando il rischio di cadere in qualche inciampo come, ad esempio, è successo nella recente vicenda degli acconti Irpef.
In dirittura di arrivo ci sono sicuramente sia le nuove regole della riscossione per la fiscalità locale sia la riforma del gioco fisico, che contengono le norme per definire le distanze minime tra punti gioco e luoghi sensibili come scuole, strutture sanitarie e altro.
Naturalmente, sarà anche necessaria un’accurata attività di manutenzione dei 14 provvedimenti già in vigore, sebbene la legge delega già conceda al Governo tempi piuttosto lunghi per correzioni e integrazioni, sino a ridosso della fine della legislatura (ottobre 2027).

