Ruolo professionale a rischio se subisce l’«effetto Lucifero»
di Giovanna Prina *
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Sapete cos’è l’effetto Lucifero? Con questo termine lo psicologo Philip Zimbardo ha indicato il fenomeno attraverso cui i comportamenti degli individui vengono fortemente influenzati dal contesto in cui si trovano ad agire. C’è un film del 2015 diretto da Kyle Patrick Alvarez, intitolato proprio “Effetto Lucifero”, che lo illustra raccontando il reale esperimento che Zimbardo ha messo in atto a Stanford nel 1971 per provarne l’esistenza.
Nel film, come nell’esperimento, 24 studenti volontari vengono scelti per interpretare, in maniera casuale, il ruolo di guardie o di prigionieri all’interno di un finto carcere, allestito in modo realistico nel seminterrato dell’istituto di Psicologia dell’Università. L’esperimento di Zimbardo si proponeva di indagare il comportamento delle persone sulla base del proprio gruppo di appartenenza: guardie o prigionieri.
Nonostante la volontarietà, la possibilità di uscire dall’esperimento in qualsiasi momento, la consapevolezza di non dover per forza agire specifici comportamenti, ma solamente interpretare un ruolo assegnato in modo temporaneo, tutti i 24 volontari entrarono talmente tanto nelle rispettive parti che l’esperimento dovette essere interrotto prima del tempo. In pochissimi giorni gli studenti-guardie divennero sadici e inventarono forme di maltrattamenti non previste; gli studenti-prigionieri mostrarono evidenti segnali di sottomissione, stress e depressione.
Guardando il film mi sono chiesta che ruolo avrei scelto e come lo avrei gestito. Soprattutto mi sono chiesta se in quelle condizioni sarei stata capace di gestirlo seguendo la mia morale o se - come gli studenti - mi sarei lasciata condizionare dai preconcetti e dall’immagine che la figura della guardia o del prigioniero provocano in me.
Difficile rispondere a queste domande. Noi tutti ci vogliamo immaginare migliori di quello che forse siamo o di altri che hanno attivato comportamenti che non ci piacciono. Quando pensiamo a come ci saremmo comportati al posto di… spesso lo facciamo sottovalutando il peso che le condizioni esterne e il condizionamento sociale hanno sui comportamenti.

