Salva casa, su stato legittimo e abitabilità primi scontri tra giudici e Mit
La lettura del Tar contrasta con le linee guida ministeriali e a volte con le stesse norme. Le criticità interpretative restano irrisolte
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I punti chiave
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A fronte delle diverse richieste di chiarimento pervenute dalle amministrazioni e dagli operatori del settore sul Dl Salva Casa, il 29 gennaio scorso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit) ha pubblicato «Linee di indirizzo e criteri interpretativi» di supporto nell’attuazione del decreto.
Le linee di indirizzo sono presentate sotto forma di risposte a quesiti ricorrenti (Faq), con l’obiettivo di promuovere una prassi applicativa e dare suggerimenti operativi sulle nuove norme in modo coordinato sull’intero territorio nazionale. Come specificato nell’introduzione del documento del Mit, «sono fornite a titolo informativo e non hanno valore vincolante» e «rappresentano orientamenti applicativi che possono essere soggetti ad integrazioni o aggiornamenti».
Conformemente alla costante giurisprudenza in merito, le linee di indirizzo sul Salva Casa non sono quindi una fonte di diritto, né primaria né secondaria, né tantomeno atti di interpretazione autentica.
Tuttavia, non può essere sottovalutato l’effetto che esse possono produrre sui destinatari, a partire dall’affidamento nei confronti di chi fornisce un’utile indicazione di carattere applicativo sulla ratio sottesa alle nuove norme.
I chiarimenti interpretativi – pur potendo eventualmente valere a formare la “buona fede” soggettiva degli utenti – non sono però certamente idonei a modificare o integrare il senso delle disposizioni interpretate, né a prevalere rispetto a un dato normativo difforme. Non possono nemmeno prevalere su eventuali diverse interpretazioni delle nuove norme da parte della giurisprudenza, che potrà discostarsi liberamente rispetto all’opinione fornita dal ministero.

