Taglio al cuneo, reddito di cittadinanza, decreto Trasparenza: ecco le prime mosse del nuovo governo
Nel mirino anche le rigidità introdotte dal decreto Dignità e la riforma Orlando sugli ammortizzatori. Da completare rapidamente il rilancio dell’intera filiera dell’istruzione tecnico-professionale.
di Claudio Tucci
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I punti chiave
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Gli ultimi dati Unioncamere-Anpal sul mercato del lavoro hanno acceso una spia rossa. Nel quarto trimestre dell’anno le previsioni delle imprese sulle nuove assunzioni sono molto negative, con cali generalizzati anche a doppia cifra in settori core come la manifattura. Un allarme che segue quello, lanciato nei giorni scorsi, da Inps e Istat, che hanno evidenziato un ampio ricorso alla Cigs e una riduzione dell’occupazione. Per questo nei primi 100 giorni del nuovo governo Meloni il lavoro sarà una priorità. Come dichiarato apertamente dagli esperti di Fdi, Lega e Fi. Gli obiettivi sono due. Primo: ridurre le rigidità che stanno penalizzando le imprese. Secondo: favorire nuove occasioni di lavoro, specie tra disoccupati, giovani e donne.
Mercato del lavoro fermo
Partiamo dai numeri. Secondo il bollettino Excelsior, targato Unioncamere-Anpal, a ottobre-dicembre sono state programmate poco più di 1,2 milioni di ingressi, il 10,4% in meno (-141.130 unità, per l’esattezza) rispetto agli stessi ultimi tre mesi del 2021. Le imprese del manifatturiero prevedono rispetto all’anno scorso -28% di ingressi (-36.720 unità); e nel trimestre ottobre-dicembre -26,5 per cento (-86.450).
Si tratta di dati decisamente preoccupanti che coincidono con il quadro rilevato dai principali osservatori del settore considerando, come ha ricordato nelle settimane scorse l’Inps, che nei primi otto mesi dell’anno, gennaio-agosto, sono stati autorizzate oltre 400 milioni di ore totali di ammortizzatori sociali, tra Cig e Fis, stimabili, ha calcolato la Uil, in più di 314mila lavoratori in cassa a zero ore, e che la Cigs è in crescita costante, +29,16% di ore richieste (sempre nei primi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo 2021). A tutto ciò si aggiunga il doppio e consecutivo calo di occupati segnalato dall’Istat, nei dati provvisori, a luglio (-22mila unità) e ad agosto (-74mila). Gli effetti della congiuntura economica, legata alla guerra in Ucraina, stanno impattando il mercato del lavoro, che nei primi mesi del 2022 si stava riprendendo.
Restyling in vista per il reddito di cittadinanza
Tra i primi interventi annunciati dalla maggioranza di centro destra (se diventerà governo) c’è il restyling al reddito di cittadinanza per legarlo di più e meglio alle politiche attive, la gamba che oggi non sta funzionando. Da quanto si apprende, la misura resterà intatta nella sua veste di lotta alla povertà. Cambierà invece per chi è “occupabile”: tra le ipotesi allo studio una condizionalità più stringente per rimettere in moto la ricerca attiva del lavoro. Un ruolo centrale lo torneranno ad avere i comuni in grado di indirizzare al meglio la misura. Il restyling servirà anche a recuperare risorse da destinare ad altri interventi. Costato di fatto quasi 23 miliardi dalla sua nascita e con più di 30 miliardi già messi in conto da qui al 2029, il reddito di cittadinanza già nel breve periodo dovrebbe vedere ridurre la sua dote di almeno un terzo, se non di più.
Modifiche al decreto Trasparenza
Un altro capitolo “molto attenzionato” dal centro destra riguarda il decreto Trasparenza, in vigore dal 13 agosto, che assieme a circolare esplicativa e Faq del ministero del Lavoro, scarica sui datori un carico di adempimenti abnormi e in parte inutili a raggiungere l’obiettivo di informare i lavoratori sulle proprie condizioni di impiego, previsto dalla direttiva Ue, che la normativa italiana recepisce, ma andando spesso oltre. Tutte le imprese hanno lanciato un grido d’allarme. Fdi, Lega e Fi hanno raccolto il messaggio, e annunciato un rapido intervento correttivo di semplificazione, rimettendo al centro il rinvio ai contratti.


