Time management, cosa significa oggi: siamo padroni del nostro tempo?
La gestione quotidiana è un problema complesso che non può essere affrontato con successo tramite un “protocollo” basato sull’efficientamento continuo
di Gianluca Rizzi *
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“Perdonami ma sono andato lungo nella call precedente”. “Scusatemi per il ritardo!”. “Prendiamoci 15 minuti tra le 13.45 e le 14.00… puntuale però eh, alle 14 ho un’altra call”. “Oggi sono full…nella mia agenda non c’è spazio per uno spillo!”. “Scusami ma ho avuto una giornata intensa e piena”. Si potrebbe andare avanti ancora a lungo e sono certo che ognuno di noi potrebbe alimentare questo elenco aggiungendo nuove classiche espressioni tratte dal repertorio quotidiano, oppure semplicemente adattando al proprio contesto quelle già proposte qui sopra.
Ci sentiamo sistematicamente a corto di tempo e viviamo questa dimensione oramai strutturale oscillando tra stati d’animo diversi, talvolta il senso di colpa, altre volte l'inquietudine, altre volte ancora la rassegnazione o, più semplicemente, la frustrazione che deriva dalla sensazione di essere meno padroni del proprio tempo.
E questa è solo la dimensione emotiva; bisognerebbe poi entrare nel merito di quella pratica e operativa per capire come questa condizione impatti sull’efficacia, sull’efficienza e sulla qualità del nostro lavoro quotidiano.
In questi ultimi tempi mi è capitato di ricevere, più spesso di quanto non accadesse in passato, richieste di supporto e consulenza per la progettazione di percorsi di formazione che riguardassero i temi dell’efficienza e dell’efficacia. In altri termini, come fare di più e meglio attraverso un uso più consapevole e parsimonioso delle risorse a disposizione.
Ho provato a riflettere sulle ragioni di questa apparentemente maggiore attenzione da parte delle organizzazioni al modo in cui le proprie persone utilizzano il tempo (e le altre risorse) e sono giunto a conclusioni che potrebbero sembrare persino banali: evidentemente si continua a chiedere alle persone di fare di più con meno, ma le persone non necessariamente sono dotate di competenze e attitudini utili per affrontare questa sfida con successo.

