Top manager all’esame di maturità fra digital transformation, dati e competenze
La resistenza al cambiamento va affrontata definendo una data strategy e poi avviando un piano esecutivo per realizzarla attraverso micro-progetti
di Gianni Rusconi
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Sono tante le voci che riempiono oggi l’agenda di responsabili It, Chief Information Officer e, più in generale, di chi (fra le figure apicali dell’organizzazione e i manager di linea) ha il compito di traghettare le aziende nella fase più matura del processo di trasformazione digitale. Si va da questioni meramente tecniche come l’integrazione tra diverse piattaforme nel passaggio al cloud ibrido ad altre di carattere più strategico come la definizione di un modello di crescita basato sui dati (e sugli strumenti tecnologici necessari per elaborarli e comprenderli) per arrivare a tematiche dettate dalla situazione contingente.
Romeo Scaccabarozzi, Amministratore delegato di Axiante, azienda tutta italiana che opera a stretto contatto con il management delle imprese nazionali e internazionali definendosi non a caso un “Business Innovation Integrator”, ha una sua idea per inquadrare una situazione resa difficile dalla pandemia e appesa (nel momento in cui scriviamo) alle sorti del conflitto russo ucraino.
“Le aziende si sono rese conto che in un contesto di incertezza è necessario essere più pronti: la situazione pandemica è diventata endemica ed eravamo focalizzati sulla ricerca del modello perfetto per gestire la ripartenza, anche grazie alle risorse del Pnrr. E invece lo stato di incertezza permane e si prolungherà nel tempo, e per le aziende questo rafforza il concetto che la digitalizzazione va intesa come una risorsa a valore”.
In questa fase di ripensamento dei modelli – di business e organizzativi – si è assistito secondo Scaccabarozzi anche a una significativa evoluzione del Cfo. Se il Ceo rimane al comando dell’organizzazione e ha in mano le redini per guidare l’azienda, il responsabile finanziario è diventato molto più importante e strategico, avendo assunto in vari casi un ruolo da co-pilota e caricandosi della responsabilità della valutazione del rischio, della comunicazione verso il mercato della situazione patrimoniale dell’azienda e della definizione e interpretazione di scenari multipli.
Il ruolo dell’IT e dei dati, osserva ancora l'Ad di Axiante, rimangono fondamentali, ma la chiave sono le competenze: “La tecnologia si può comprare, le conoscenze vanno sviluppate e formate e non c’è una regola precisa a dettare la convergenza fra tecnologia ed economics o viceversa. I risultati si ottengono, questo è sicuro, se si fa squadra fra il manager della line of business, il responsabile IT e il fornitore tecnologico”.
