Tribunale di Treviso

Tribunale di Treviso: va risercito chi è oggetto di pettegolezzi sul lavoro

Il marito che imbastisce una relazione extraconiugale sul luogo di lavoro deve risarcire l’ex moglie bersaglio delle voci di corridoio

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Chi tradisce e non vuole risarcire il partner per la sofferenza patita deve farlo con discrezione. Ora lo sa un ex marito, condannato dal Tribunale di Treviso a versare alla moglie 10mila euro per aver offeso la sua dignità, rendendola il bersaglio di pettegolezzi sul luogo di lavoro. Scenario del tradimento era infatti la scuola di danza che gestiva insieme alla sua signora, particolare che non gli aveva impedito di intrecciare una relazione extraconiugale con un’allieva. Circostanza ammessa dal marito dopo il ritrovamento, tra la sua biancheria, di un biglietto inequivocabile.

Da qui l’evidente sorpresa connotata da turbamento e sofferenza che può aver patito la signora - scrivono i giudici - anche per la non trascurabile circostanza che la relazione extraconiugale era maturata nell’ambiente lavorativo. E proprio con un’allieva al quale il ricorrente prestava particolari attenzioni percepite dagli altri iscritti come atteggiamenti diversi dal comune rapporto insegnante-studente. Da qui “il vociferare nel corridoio”.

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Voci di una relazione amorosa che erano state fonte di un morboso interessamento, con violazione della privacy della moglie. Tanto da procurare alla donna «uno stato di depressione tristezza, umiliazione - scrivono i giudici - con conseguente innegabile pregiudizio morale».

Per lei il risarcimento fortettario era stato fissato, dopo la separazione, in 10mila euro. Per l’avvocato Davide Favotto legale della donna, «si tratta di un pronunciamento che potrebbe costituire un riferimento per future controversie simili». Questo «specie quando si attesti che il danno abbia danneggiato la sfera emotiva e personale della parte lesa».

Il precedente del Tribunale di Napoli

Ancora una condanna, sempre a 10mila euro, era stata decisa dal tribunale di Napoli nord. Quella volta a risarcire l’ex marito era stata la ex moglie, anche lei molto disinvolta, nel vivere la sua nuova love story, con un uomo che frequentava la casa anche quando era presente una figlia. In quell’occasione i giudici hanno sottolineato che il tradimento in sè - pur se causa di addebito nel caso si inserisca in un rapporto che era solido prima dell’adulterio - non fa scattare in automatico il diritto a un risarcimento, ma i danni ci sono quando la sofferenza va oltre quella fisiologica dovuta al tradimento. E questo accade se le modalità dell’adulterio sono tali da ledere il diritto alla dignità personale tutelato dalla Costituzione.

La Cassazione sui pettegolezzi in ufficio

Un tema affrontato anche dalla Cassazione quella dei pettegolezzi sulle presunte o reali liason in ufficio con la sentenza n. 44940/2011 affermando che rischia la condanna per diffamazione la persona che, per rancore, diffonde notizie di adulteri violando la privacy dell’interessato.

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