Trasformare il rischio in opportunità per garantire il futuro dell’impresa
La sfida più difficile non è trovare la soluzione nel mondo esterno, ma creare un team interno a supporto del piano strategico designato
di Federico Rebolini *
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Spesso “rischio” è una parola che spaventa e crea le classiche preoccupazioni che si tendono a nascondere come la polvere sotto il tappeto, ma all’interno di un’azienda deve essenzialmente essere una costante sempre presente. Le condizioni createsi negli ultimi periodi hanno messo in serie difficoltà le aziende che questa parola l’hanno spesso ignorata. Dalla pandemia, che ha messo in discussione decenni di strategie, fino al caro bollette, i rischi non hanno dato pace alle imprese, passando dall’essere considerati un remoto caso a eventi frequenti.
Eppure ancora oggi molti addetti ai lavori sottovalutano il problema, ignorando che la situazione possa peggiorare ulteriormente, come se ci fosse una fine del rischio: ma la realtà è ben differente, perché ad ogni rischio che estinguiamo o mitighiamo se ne aprono altri. E il nostro lavoro all’interno della funzione Procurement è monitorare questa evoluzione per poter anticipare le trasformazioni da rischi a danni.
Ma da dove cominciare? Innanzitutto, cambiamo la parola: “rischio” richiama paura, timori e angosce che qualcosa possa rovinare i piani. Quindi il primo suggerimento è di utilizzare la parola “opportunità”. Spesso sento dire che ad alcuni rischi non c’è soluzione. “quel prodotto lo fanno solo loro”, oppure: “quel servizio così efficiente lo garantisce solo quell’azienda”. Prendo in esame il caso, ci guardo attentamente ed effettivamente può essere così; si realizza che in quel caso non si può gestire il rischio ma posso fare altro, posso gestire l’opportunità cercando di cogliere aspetti totalmente differenti dall’idea iniziale, come per esempio la rimessa in discussione del progetto. Perciò non permettiamo ai rischi di metterci dei limiti, perché i limiti non sono altro che la porta da aprire per le nostre opportunità.
L' altro step importante ritengo che sia quello di mettersi in gioco. Gli acquisti sono l’occhio dell’azienda sul mondo esterno e dobbiamo essere pronti, in primis noi stessi, a prenderci in carico un’attenta analisi e cogliere tutte le opportunità che il mondo sta per offrire, uscendo anche dall’amata comfort zone per farsi promotori di un’iniziativa aziendale.
Infine, al contrario di quanto si possa pensare, la sfida più difficile non penso che sia trovare la soluzione nel mondo esterno, ma sono convinto che sia quella di creare un team interno a supporto del piano strategico designato. Siamo tutti bravi a fare squadra quando l’incendio è divampato, ma non è ciò di cui l’azienda ha bisogno. La squadra deve agire per far sì che l'incendio non cominci nemmeno. La creazione e la motivazione di una squadra interfunzionale sono le basi di partenza per poter gestire i mutamenti che il mondo ci metterà dinanzi.

