Tregua sui mercati? Il Tesoro rilancia il «Mattarella Bond»
Nuova emissione sindacata da parte del Tesoro. Al via il collocamento di un BTp decennale indicizzato all’inflazione europea, con un occhio anche alla Bce
di Maximilian Cellino
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Si allenta la tensione generale sui mercati finanziari e quella, tutta particolare, legata alle vicende politiche italiane, e il Tesoro coglie immediatamente la palla al balzo per sfruttare la finestra favorevole e proseguire così nella sua incessante opera di finanziamento del debito nazionale. Nel primo giorno di febbraio il Mef ha infatti affidato ad alcune banche d’affari il mandato per collocare un nuovo BTp a 10 anni dalle cedole indicizzate all’inflazione europea, per un’operazione che salvo sorprese dovrebbe concludersi già mecoledì.
Lo ha fatto, probabilmente non a caso, nel giorno in cui per la seconda volta consecutiva le Borse hanno mostrato volontà di riprendersi dopo un paio di settimane vissute all’insegna dell’alta volatilità. A Piazza Affari il FTSE MIB ha chiuso in rialzo dell’1,53%, superando anche il resto d’Europa dove Francoforte ha guadagnato lo 0,94%, Parigi l’1,43% e Londra lo 0,95%, mentre Wall Street si è presa una pausa anch’essa dopo due giorni di rincorsa. Ma soprattutto i tecnici del ministero si sono mossi in un contesto di relativa (e rinnovata) tregua sui tassi italiani, propiziata anche dalla rielezione al Quirinale di Sergio Mattarella che ha sgombrato almeno per il momento più di una nube dal cielo dei BTp.
Cresce l’attesa per la Bce
Martedì, sotto questo aspetto, il differenziale di rendimento nei confronti dei Bund si è attestato a 138 punti base, con il decennale italiano all’1,42 per cento. Il tutto all’interno di una fase in cui gli investitori stanno a loro volta mostrando una certa prudenza in attesa della riunione della Bce in programma giovedì a Francoforte. L’incontro, a detta degli analisti, dovrebbe risultare piuttosto interlocutorio, ma le parole del presidente, Christine Lagarde, nella successiva conferenza stampa saranno valutate con la massima attenzione, soprattutto alla luce della svolta più aggressiva impressa alla propria politica monetaria dalla Federal Reserve statunitense qualche settimana fa. Intanto sui mercati monetari si registra una sorta di «fuga in avanti» da parte degli operatori, con i valori dei tassi a brevissima scadenza Ois (overnight indexed swap) che sconterebbero già un aumento del tasso di rifinanziamento dell’area euro di 20 punti base quest’anno e di 50 punti nel 2023.
Le precedenti operazioni del Tesoro
Fino a questo momento il Tesoro sta sostanzialmente seguendo un cammino simile a quello percorso l’anno passato: ha inaugurato il 2022 con un’emissione a lungo termine (BTp a 30 anni lo scorso 5 gennaio, dopo il 15 anni emesso esattamente 12 mesi prima) per proseguire adesso con un BTp€i a 10 anni che fa idealmente il paio con la stessa tipologia di titolo (allora però si era scelta la scadenza trentennale) collocato insieme a un decennale nominale a metà febbraio 2021, proprio poco dopo l’ingresso di Mario Draghi a palazzo Chigi. Allora si riuscì a piazzare un ammontare di 4 miliardi di euro, attirando nello specifico una domanda oltre quattro volte superiore. Oggi, con l’operazione curata da Bank of America, Citibank, Hsbc, Société Générale e UniCredit si punta evidentemente a un esito simile , approfittando di una situazione che sulle questioni politiche italiane pare stabilizzata, almeno nel breve termine.



