La guerra in Europa

Ucraina, Trump: sanzioni devastanti se Russia porta avanti la guerra. Putin: «Battere ucraini nel Kursk il più presto possibile»

Zelensky: Russia non inganni, continuano gli attacchi con droni. Capo esercito Kiev, «in corso ritiro dal Kursk di alcune unità»

Ucraina, Trump: "Speriamo che Putin sia d'accordo con la tregua"

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Donald Trump il 12 marzo ha detto che i negoziatori sono in viaggio verso la Russia ma soprattutto ha detto che ci saranno sanzioni devastanti per la Russia se porta avanti la guerra. Parlando ai giornalisti nello Studio Ovale, Trump ha spiegato che “ci sono misure che si possono prendere in senso finanziario”. “Sarebbe molto negativo per la Russia. Non voglio farlo, perché voglio ottenere la pace”, ha aggiunto il presidente americano riferendosi all’ipotesi in cui il Cremlino non accettasse la tregua. Precisando poi che quelle misure “potrebbero essere devastanti” per Mosca.

A poche ore di distanza dall’intesa tra Stati Uniti e Ucraina, raggiunta l’11 marzo in Arabia Saudita su una proposta di tregua di 30 giorni, si rafforza l’apertura degli Usa alla Russia: gli Stati Uniti ’’avranno contatti con i russi’’ oggi, 12 marzo, sostiene infatti il Segretario di Stato americano Marco Rubio parlando ai giornalisti all’aeroporto internazionale di Shannon. Gli Stati Uniti, ha aggiunto, si aspettano una risposta positiva dalla Russia e ’’chiediamo con urgenza ai russi di mettere fine alle ostilità’’.

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Mentre il negoziato attende la risposta russa, sono ripartiti gli attacchi con droni, e l’assistenza di intelligence americana all’Ucraina risulta “ripristinata”, come ha scritto su Facebook Pavlo Palisa, consigliere di Volodymyr Zelensky. Il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha poi confermato che le consegne di aiuti Usa all’Ucraina tramite il polo logistico polacco di Rzeszów-Jasionka sono tornate ai livelli precedenti allo stop deciso da Donald Trump.

Mosca scettica su tregua, ma telefonata Putin-Trump, organizzabile in tempi brevi

La Russia, a cui nei prossimi giorni gli Stati Uniti sottoporranno la proposta di tregua emersa dagli incontri di Gedda, valutano l’ipotesi di uno stop al conflitto per un mese con un misto di cautela e scetticismo. Fonti russe hanno detto a Reuters che qualsiasi accordo per porre fine alla guerra in Ucraina dovrà tenere conto dei progressi russi e rispondere alle preoccupazioni di Mosca. Una fonte russa di alto livello ha dichiarato che Vladimir Putin avrebbe difficoltà ad accettare l’idea del cessate il fuoco senza discutere i termini e ottenere qualche tipo di garanzia. “Putin ha una posizione forte perché la Russia sta avanzando”, spiega la fonte russa.

“Guardate, state correndo un po’ troppo, non vogliamo farlo”, è invece il commento del portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, a proposito della proposta Usa di un cessate il fuoco. “Parlando con la stampa, sia Rubio che Waltz hanno detto che ci avrebbero trasmesso informazioni dettagliate sull’essenza delle conversazioni avvenute a Gedda attraverso vari canali diplomatici. Per prima cosa, dobbiamo ottenere queste informazioni. In questi giorni sono previsti contatti con gli americani, durante i quali ci aspettiamo di avere tutte le informazioni”, ha sottolineato Peskov secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa russa Ria-Novosti.

In questo quadro, Mosca non esclude che possa nascere l’opportunità di una conversazione telefonica “di alto livello”, quindi tra i presidenti Putin e Trump: “Se si presenterà questa necessità sarà organizzata molto rapidamente”, ha confermato Peskov. Dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca è stata confermata una sola conversazione telefonica tra i due presidenti, lo scorso 12 febbraio, per discutere delle condizioni per una cessazione delle ostilità con l’Ucraina.

Yermak: la prossima settimana negoziati tecnici su tregua

Il capo di gabinetto del Presidente ucraino, Andriy Yermak, dopo l’accordo di ieri a Gedda, scrive UkrinformKiev, ha invece fatto sapere che i negoziati tecnici sulla proposta di una tregua di 30 giorni inizieranno la prossima settimana, fra il 17 e il 23 . Sul tavolo ci saranno “tutti i dettagli” della proposta accolta l’11 marzo da Kiev e condizionata all’assenso di Mosca. “Dopo questo incontro, la chiave è in mano russa. E il mondo intero vedrà chi davvero vuole la pace e chi ne parla solamente”, ha spiegatoo Yermak, precisando che durante i negoziati sono state esaminate diverse opzioni.

Truppe russe conquistano la città di Sudzha nel Kursk

Intanto, l’esercito russo ha ripreso cinque insediamenti tenuti dalle truppe ucraine nella regione occidentale russa di Kursk. In particolare, la bandiera russa è stata issata oggi sull’edificio amministrativo della città di Sudzha, nella regione di Kursk, secondo quanto riferito ai media russi da un comandante di battaglione del gruppo di forze Sever (Nord), affermando che l’esercito ha preso il controllo del centro della città.

Sudzha, importante hub di trasbordo del gas, era finita sotto il controllo di Kiev lo scorso agosto, quando le truppe ucraine erano entrate nella regione di Kursk, conquistando 1.376 chilometri quadrati, con la speranza di usare il territorio occupato come una leva a proprio favore nei negoziati di pace con la Russia. Secondo il tracker satellitare DeepState, che ha legami con l’esercito ucraino, ad oggi la parte della regione di Kursk sotto il controllo ucraino si è ridotta a meno di 290 chilometri quadrati.

Putin: «Battere ucraini nel Kursk il più presto possibile»

Il presidente russo Vladimir Putin ha dato ordine di sconfiggere gli ucraini nella regione di Kursk «il più presto possibile». Lo riferisce la Tass. Il presidente, in uniforme militare, ha fatto visita per la prima volta alle truppe impegnate nella controffensiva per espellere le forze ucraine presenti nella regione dall’agosto scorso. A riceverlo è stato il capo di Stato maggiore, Valery Gerasimov, secondo il quale le forze ucraine sono circondate e vengono «distrutte metodicamente». I comandi militari hanno affermato che è stato liberato finora l’86% del territorio occupato, e 24 insediamenti solo negli ultimi cinque giorni.

Ucraina: capo Esercito Kiev, «in corso ritiro dal Kursk di alcune unità»

Alcune unità dell’Esercito ucraino si stanno ritirando dal Kursk. Lo ha ammesso in un post su Facebook il generale Oleksandr Syrsky, comandante in capo delle Forze armate di Kiev, mentre prosegue l’avanzata delle truppe russe. “Nella situazione più difficile, la mia priorità è stata e rimane quella di salvare le vite dei soldati ucraini. A tal fine, le unità delle forze di difesa, se necessario, stanno manovrando verso posizioni più favorevoli”, ha dichiarato, utilizzando una formula solitamente usata sia da parte russa che ucraina per indicare una ritirata.

Attacchi di droni russi sulle città ucraine

Nella notte, la Russia ha anche lanciato un attacco di droni su Kiev, Kharkiv, Dnipro e Sumy, come riferiscono i rispettivi sindaci su Telegram citati dai media ucraini. Il sindaco della capitale, Vitaly Klichko, ha affermato che le difese aeree sono in azione sulla sua città. Nell’attacco russo sulla città di Sumy, nell’est dell’Ucraina, è morto un uomo di 32 anni, come riferisce la polizia regionale.

È invece arrivato a 14 il bilancio dei feriti dell’attacco missilistico lanciato dalle forze russe questa mattina su Kryvyi Rig, città natale di Zelensky: lo ha reso noto su Telegram il capo del Consiglio di difesa della città, Oleksandr Vilkul, come riporta Ukrinform. “Il numero dei feriti nell’attacco missilistico di stamattina è salito a 14”, si legge nel messaggio. Vilkul ha osservato che tra i feriti ci sono nove donne, quattro delle quali sono in gravi condizioni, mentre uno degli uomini - un 58enne - è in condizioni estremamente gravi. L’attacco ha provocato anche una vittima, una donna di 47 anni. In precedenza erano stati segnalati cinque feriti.

Zelensky: Russia non inganni, continuano gli attacchi con droni

La Russia non deve “ingannare” simulando una disponibilità a porre fine alla guerra, perché i suoi attacchi condotti con droni continuano ogni notte. L’ha affermato oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui suoi profili social.

“Dobbiamo muoverci verso la pace, verso garanzie di sicurezza, e dobbiamo liberare il nostro popolo. Siamo determinati a lavorare il più rapidamente possibile con i nostri partner. Il fattore chiave è la capacità dei nostri partner di assicurare che la Russia sia pronta a non ingannare, ma a porre fine veramente alla guerra. Perché, in questo momento, gli attacchi russi non si sono fermati”, ha affermato Zelensky.

“Circa un centinaio di droni ’Shahed’ attaccano l’Ucraina ogni notte. Gli attacchi missilistici sono regolari. Parte della nostra infrastruttura civile e dei nostri porti sono stati colpiti, purtroppo, incluso quello di Odessa”, ha continuato il leader ucraino.

“Continuiamo - ha scritto ancora il numero uno di Kiev - il nostro lavoro sul fronte diplomatico per garantire che tutte le condizioni necessarie siano rapidamente in atto per esercitare pressione sulla Russia e raggiungere una pace reale. Sto attendendo un rapporto dalla delegazione ucraina che ha lavorato in Arabia saudita e stiamo preparando nuovi compiti per la nostra diplomazia”.

Missili russi sul porto di Odessa, morti 4 siriani

Quattro cittadini siriani sono stati uccisi e altri due sono rimasti feriti in un attacco missilistico lanciato dalle forze russe ieri sera sul porto della città di Odessa: lo ha reso noto su Telegram il presidente della regione, Oleg Kiper, come riporta Ukrainska Pravda. Kiper ha affermato che la nave MJ PINA battente bandiera delle Barbados è stata danneggiata da un missile balistico e che le vittime, tutti cittadini siriani, avevano tra 18 e 24 anni. I feriti sono un ucraino e un siriano. “Al momento dell’impatto, la nave stava caricando grano per l’esportazione in Algeria. Una nave completamente civile”, ha sottolineato.

Droni anche verso la Russia

Nella notte tra il 12 e il 13 marzo le forze armate russe hanno annunciato di aver abbattuto 77 droni lanciati dall’Ucraina. Lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca. Nel dettaglio, la Russia ha fatti sapere di aver abbattuto 30 droni sulla regione occidentale di Bryansk al confine con l’Ucraina, mentre 25 sono stati abbattuti su Kaluga. Altri droni sono stati intercettati sulle regioni di Kursk, Voronezh, Rostov e Belgorod, ha aggiunto Mosca.

Colloquio telefonico tra capi Cia e intelligence russa

Il capo della Cia, John Ratcliffe, e quello dell’intelligence esterna russa (Svr), Serghei Naryshkin, hanno avuto un colloquio telefonico durante il quale hanno concordato di mantenere “contatti regolari” tra loro “allo scopo di contribuire a garantire la stabilità e la sicurezza internazionale, nonché a ridurre lo scontro nei rapporti tra Mosca e Washington”. Lo riferisce l’Svr in un comunicato ripreso dall’agenzia Tass.

Sì di Kiev a proposta Usa di 30 giorni di tregua, Rubio: "Palla ora nel campo della Russia"

Lavrov: no a truppe di Stati Nato, una minaccia per la Russia

La presenza di forze degli stati Nato sul territorio ucraino sotto qualsiasi bandiera, in qualsiasi forma, compresi i peacekeeper, è una minaccia per la Russia, e Mosca non lo accetterà “in nessun caso”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, nell’intervista rilasciata ai blogger americani Andrew Napolitano, Larry Johnson e Mario Nawfal e rilanciata dalle agenzie di stampa russe.

“Prima di tutto, non è quello che diciamo serva per la fine di questa guerra che l’Occidente ha scatenato contro di noi, attraverso gli ucraini, con la loro diretta partecipazione militare. Lo sappiamo. Se l’espansione della Nato viene riconosciuta, almeno da Donald Trump, come una delle cause profonde, allora la presenza di truppe dei paesi Nato sotto qualsiasi bandiera, in qualsiasi forma, sul suolo ucraino è la stessa minaccia”, ha affermato Lavrov, rimarcando che Mosca non accetterà la presenza di truppe Nato sul territorio ucraino “in nessun caso”.

La Cina spera in pace sostenibile per la guerra in Ucraina

La Cina spera in una “pace sostenibile e duratura” dopo i colloqui di Gedda che hanno visto l’Ucraina sostenere la proposta Usa per un cessate il fuoco di 30 giorni della guerra con Mosca. Pechino “ha notato i rapporti rilevanti sulla vicenda”, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, aggiungendo di sperare che “tutte le parti, attraverso il dialogo e i negoziati, possano trovare una pace sostenibile e duratura che faccia proprie le preoccupazioni reciproche”.

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