Vicenda Fassino, quanto guadagna un deputato e il confronto con la media degli stipendi italiani
Dopo le polemiche sollevate da Fassino che sventola il cedolino in aula («Non è certamente uno stipendio d’oro»), conti alla mano quanto entra nelle tasche degli onorevoli
di Nicoletta Cottone
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I punti chiave
- La retribuzione media degli italiani
- La dichiarazione dei redditi di Fassino
- L’indennità parlamentare netta è fra 4.750 e 5mila euro al mese
- La diaria da 3.500 euro
- Rimborso delle spese per l’esercizio del mandato: 3.690 euro
- Trasporti e viaggi: fino a 3.995 euro a trimestre
- Spese telefoniche: 1.200 euro l’anno
- Assistenza sanitaria: si pagano poco più di 500 euro
- Assegno di fine mandato: versano circa 784 euro al mese
- Indennità parlamentare a garanzia del libero svolgimento del mandato elettivo
- I tagli operati nel corso degli anni
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Ha fatto molto discutere il gesto del deputato Piero Fassino (Pd) di sventolare in aula alla Camera il cedolino da 4.718 euro netti. Una boutade per dire che «l’indennità che ciascun deputato percepisce ogni mese dalla Camera» è certamente «una buona indennità, ma non è uno stipendio d’oro». Fassino però non ha detto che con diaria e rimborsi la cifra a disposizione dei parlamentari supera i 13.300 euro al mese.
La retribuzione media degli italiani
E anche se fossero “solo” 4.718 euro al mese, sarebbe comunque una cifra ben diversa dalla retribuzione media annua lorda per dipendente degli italiani che, secondo i dati Istat, è pari a 28.781 euro.
La dichiarazione dei redditi di Fassino
Consultando la dichiarazione dei redditi pubblica dell’onorevole Fassino emerge che ha un reddito da lavoro dipendente di 159.874 euro, a cui si aggiungono altri 16.472 euro di cedolare secca. Il parlamentare dem dichiara all’erario una imposta lorda di 62.150 euro. Lo scorso anno Fassino ha effettuato erogazioni liberali per 4.719 euro e ha utilizzato a pieno i bonus edilizi per ristrutturazione ed efficientamento energetico delle sue proprietà immobiliari, beneficiando di crediti d’imposta rispettivamente di 7.893 euro e di 1.282 euro. Per spostarsi utilizza una Fiat 500 L e fra terreni e fabbricati ha sei beni immobili: un appartamento a Roma e un casale a Scansano (Gr) in comproprietà, due appartamenti di proprietà e una autorimessa a Torino, terreni agricoli a Buttigliera Alta (To).
L’indennità parlamentare netta è fra 4.750 e 5mila euro al mese
Ma quanto entra in tasca davvero a un deputato della Repubblica italiana? Dal 1° gennaio 2012, l’importo netto dell’indennità parlamentare, per 12 mensilità, è di 5.269,04 euro, a cui devono poi essere sottratte le addizionali regionali e comunali (la misura varia in relazione al domicilio fiscale del deputato). Tenuto conto del valore medio di tali imposte addizionali, l’importo netto mensile dell’indennità parlamentare è di circa 5mila euro. La misura netta si determina in base all’importo lordo di 10.435 euro, sul quale sono effettuate le ritenute previdenziali (pensione e assegno di fine mandato), assistenziali (assistenza sanitaria integrativa) e fiscali (Irpef e addizionali regionali e comunali).Per i deputati che svolgono un’altra attività lavorativa, l’importo netto dell’indennità ammonta a circa 4.750 euro, corrispondenti a 9.975 euro lordi.
La diaria da 3.500 euro
I deputati hanno diritto, poi, al riconoscimento della diaria a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma (legge 1261/ 1965). Attualmente si tratta di 3.503,11 euro, a seguito della riduzione disposta dall’Ufficio di Presidenza nella riunione del 27 luglio 2010 (la riduzione durerà fino al 31 dicembre 2025). Questa cifra viene decurtata di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato dalle sedute dell’Assemblea in cui si vota con procedimento elettronico. Altro dettaglio: è considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30% delle votazioni nell’arco della giornata. Per chi frequenta poco la Camera l’Ufficio di Presidenza, nelle riunioni del 25 ottobre 2011 e del 30 gennaio 2012, ha deliberato una ulteriore decurtazione fino a 500 euro mensili in base alla percentuale di assenze dalle sedute delle Giunte, delle Commissioni permanenti e speciali, del Comitato per la legislazione, delle Commissioni bicamerali e d’inchiesta, delle delegazioni parlamentari presso le Assemblee internazionali.

