Il negoziato saltato

Zelensky trova rifugio da Starmer: sostegno e prestito da 2,6 miliardi. Rutte: «Zelensky ricucia con Trump»

Zelensky, di ritorno dal naufragato vertice di pace con Trump, è volato a Londra: incontro con il premiere britannico Starmer che ha dato il suo appoggio. Domani vertice allargato con 22 paesi, tra cui l’Italia.

Zelensky a Fox News: "Grato agli americani, spero il presidente sia dalla nostra parte"

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Il giorno dopo lo scontro senza precedenti, nello Studio Ovale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky, i due presidenti sembrano ancora su opposizioni opposte. Oggi è stato organizzato un vertice d’emergenza a Londra: il presidente ucraino, che era sul volo di ritorno da Washington, ha fatto uno scalo nella capitale britannica. Nel pomeriggio ha incontrato il primo ministro Keir Starmer, in un colloquio durato circa un’ora. Domani vedrà anche il sovrano Re Carlo III. Nel frattempo, Zelensky ha cercato di abbassare i toni ed è tornato a dirsi “disponibile” a firmare l’accordo sulle Terre Rare, “ma con precise garanzie di pace”. Gli USA rimangono “un partner strategico”.

Il sostegno del Regno Unito

Zelensky può contare su “pieno sostegno nel Regno Unito”. Lo ha detto il premier britannico, Starmer, al presidente ucraino, all’inizio del colloquio a Downing Street. “Saremo al fianco dell’Ucraina per tutto il tempo necessario” ha riportato il Guardian. E’ “assoluta” e “incrollabile” la determinazione del Regno Unito a raggiungere “quello che entrambi vogliamo”, ovvero “una pace duratura per l’Ucraina basata su sovranità e sicurezza”ha annunciato Starmer all’inizio del colloquio a Downing Street.

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In serata, il Regno Unito ha anche annunciato lo stanziamento di un prestito di ulteriori 2,26 miliardi di sterline, da spalmare nei prossimi anni, all’Ucraina per sostenerla di fronte alle conseguenze della guerra con la Russia. Lo ha reso noto il governo di Londra dopo l’incontro di oggi a Downing Street fra il premier Keir Starmer e il presidente Volodymyr Zelensky seguito alla rottura di Donald Trump con quest’ultimo. L’accordo verrà sottoscritto domani dai due titolari delle Finanze: il ministro ucraino Marchenko e la cancelliera dello Scacchiere britannica, Rachel Reeves.

Il divario tra Trump e Zelensky

Da una parte il commander-in-chief ha continuato ad attaccare il leader di Kiev accusandolo di «voler continuare a combattere» e minacciando di interrompere gli aiuti all’Ucraina; dall’altra l’ucraino si è presentato per un’intervista sulla rete conservatrice Fox News e ha cercato toni più conciliatori, mantenendo comunque ferma la posizione che senza garanzie sulla sicurezza non si puà arrivare a nessun accordo. Dopo l’incontro il primo ministro britannico Keir Starmer ha parlato sia con il presidente degli Stati Uniti sia con quello ucraino, ha fatto sapere un portavoce di Downing Street. Starmer «mantiene il suo incrollabile sostegno all’Ucraina e sta facendo la sua parte per trovare un percorso verso una pace duratura, basata sulla sovranità e sulla sicurezza per l’Ucraina».

A quanto si apprende, dopo il burrascoso incontro nello Studio Ovale, la delegazione di Kiev ha atteso in un’altra stanza per un’ora circa, nella speranza di poter firmare l’accordo sulle terre rare all’origine della sua visita a Washington, e di poter in qualche modo salvare l’intera visita. In programma c’erano anche un pranzo e una conferenza stampa congiunta. A riferirne è Barak Ravid su Axios. Poi è accaduto che il segretario di stato Marco Rubio e il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz «sono usciti dall’Ufficio Ovale, si sono diretti verso il luogo in cui si trovava Zelensky e gli hanno chiesto di andarsene», prosegue citando un alto funzionario della Casa Bianca. Lo stesso funzionario, sottolinea quindi il sito, ha insistito sul fatto che l’incontro burrascoso non era stato premeditato. «Il nostro piano era quello di firmare l’accordo sui minerali, di entrare in questa partnership economica e procedere in direzione della pace», ha detto.

Zelensky: «Non ho motivi per scusarmi»

«Sono molto grato agli Stati Uniti per il loro sostegno. Ci avete aiutato a sopravvivere», esordisce Zelensky rispondendo alle accuse di Trump e del suo vice JD Vance di essere stato “ingrato” e rivolgendosi direttamente «al popolo americano» e «al Congresso». Il presidente ucraino non pensa di doversi scusare con il presidente per l’acceso scambio alla Casa Bianca anche se ricosoce che si sia trattaro di «un brutto momento».

«Certe conversazioni non andrebbero fatte davanti ai media, con tutto il rispetto per la democrazia», dice. Ammette che «senza l’aiuto americano sarà molto difficile respingere la Russia» e sottolinea più volte nel corso dell’intervista che l’Ucraina non vuole perdere la partnership con Washington. Ma ha bisogno di garanzie sulla sicurezza. «Nessuno vuole la pace più di noi», assicura «ma una tregua senza garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti è un tema molto delicato per la mia gente».

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La “vicinanza” a Putin di Trump

Quanto al rapporto di Trump con Vladimir Putin, Zelensky cerca di trovare i toni giusti per dire che preferirebbe che il presidente americano non stesse «nel mezzo», com ha detto lo stesso tycoon nello Studio Ovale, ma «più dalla parte dell’Ucraina» perché è la Russia che «ci ha portato la guerra in casa». Il presidente ucraino ha anche toccato il tema delle sue dimissioni, chieste a gran voce dal senatore repubblicano Lindsey Graham, una volta suo grande sostenitore. «Solo gli ucraini possono decidere se io debba fare un passo indietro o no, gli americani votino il loro presidente».

Parlando poi alla comunità ucraina di Washington, Zelensky ha anche sottolineato: «Per noi è molto importante che l’Ucraina venga ascoltata e che nessuno la dimentichi, né durante né dopo la guerra. È importante che la gente in Ucraina sappia di non essere sola e che i suoi interessi sono rappresentati in ogni Paese, in ogni angolo del mondo» ha detto su Telegram. «Grazie per il vostro sostegno in questo momento difficile, per tutti i vostri sforzi per l’Ucraina e gli ucraini e per il vostro aiuto, non solo diplomatico e finanziario, ma anche politico e di preghiera».

Trump: "Mi sembra che Zelensky voglia continuare la guerra"

Trump pensa di bloccare aiuti diretti e indiretti

Alla fine del colloquio Zelensky si è detto «certo» che il rapporto con Trump si possa ricucire. «La nostra è una relazione storica tra due popoli». Prima che l’intervista andasse in onda The Donald in partenza per Mar-a-Lago ha usato toni molto più duri nei confronti del suo interlocutore accusandolo di voler continuare a «lottare, lottare, lottare» e di aver «sopravvalutato le carte in suo possesso». Per tornare al tavolo delle trattative, è stato l’avvertimento del tycoon, il presidente ucraino «deve dirmi che vuole la pace, che non vuole fare più la guerra», ha aggiunto dicendo di voler un cessate-il-fuoco subito. Intanto un funzionario dell’amministrazione ha riferito al Washington Post che Trump sta valutando la possibilità di interrompere tutte le spedizioni di aiuti militari in corso verso l’Ucraina. La decisione riguarderebbe miliardi di dollari di radar, veicoli, munizioni e missili in attesa di essere inviati nel Paese. Non solo, Donald Trump potrebbe decidere di interrompere anche l’appoggio indiretto all’Ucraina, secondo quanto riporta il New York Times. Tra gli altri aiuti indiretti, il Nyt cita altri tipi di finanziamenti militari, l’addestramento di truppe e piloti ucraini e l’uso di una base militare Usa in Germania che ospita un call center che gestisce gli aiuti internazionali a Kiev.

Cnn, «Zelensky ha pubblicamente ringraziato gli Usa 33 volte»

«Zelensky ha ringraziato gli americani e i leader degli Stati Uniti 33 volte», scrive - ripreso in evidenza da molti siti ucraini e non solo - Daniel Dale sulla Cnn, che in un articolo di fact checking smentisce il rimprovero di Donald Trump e JD Vance al presidente ucraino, durante la litigata in diretta nello Studio Ovale, di “ingratitudine” nei confronti degli Usa. Il cronista della Cnn elenca con citazioni testuali tutte le volte che il leader ucraino ha ringraziato l’America per il suo sostegno politico, economico e militare, a partire dal 21 gennaio del 2022, cioè circa un mese prima dell’invasione russa, fino all’ultima volta, il 21 febbraio, con Donald Trump già insediato alla Casa Bianca da un mese. Subito dopo essere uscito dalla Casa Bianca dopo lo scontro, con un post su X, e poi ancora durante l’intervista a Fox News, Zelensky ha di nuovo ringraziato gli Stati Uniti, rivolgendosi anche direttamente al popolo americano, sottolinea Dale.

Rubio, «Spero che il negoziato possa riprendere»

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dovrebbe scusarsi dopo il battibecco pubblico con il suo omologo statunitense Donald Trump nello Studio Ovale. Lo ha affermato il Segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un’intervista alla Cnn, in cui ha esortato il leader ucraino a «scusarsi per aver trasformato questa vicenda nel fiasco che è diventato per lui». Rubio ha affermato che «quando si inizia a parlare in modo così aggressivo, non si riesce a portare le persone al tavolo. E poi si comincia a pensare che forse Zelensky non vuole un accordo di pace. Dice di volerlo, ma forse non lo vuole», ha concluso. Il segretario di Stato americano ha anche detto di sperare che le relazioni con l’Ucraina possano essere ripristinate con un certo «pragmatismo» dopo i colloqui falliti ieri. «Spero che tutto questo» negoziato con l’Ucraina «possa essere ripristinato, e che la maturità possa entrare in gioco, e un po’ di pragmatismo, perché stasera moriranno delle persone in Ucraina, stasera, delle persone moriranno in questo conflitto. Stiamo cercando di porre fine a questo conflitto che è insostenibile», ha detto Rubio durante l’intervista.

Rutte: «Ho chiesto a Zelensky di ricucire con Trump»

Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato di aver chiesto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di “riparare” i suoi rapporti con Donald Trump dopo lo scontro di ieri alla Casa Bianca. “Quello che ho detto al presidente Zelensky è che ’credo, caro Volodymyr, che tu debba trovare un modo per riparare i tuoi rapporti con Donald Trump e l’amministrazione americana’”, ha detto Rutte alla Bbc. “Dobbiamo unirci, Stati Uniti, Ucraina ed Europa, per portare una pace duratura in Ucraina”, ha aggiunto.

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