Banche, in 10 anni persi 470mila dipendenti in Europa
Dal 2008 la rete di sportelli nell'eurozona è stata ridimensionata del 27,7% (-25,5% in Italia) e il numero dei dipendenti è sceso del 17% (-18,9% in Italia), interessando complessivamente 470mila lavoratori. UniCredit, anche per via delle dismissioni, ha tagliato l'organico da 176mila unità a 96.348 (-45,3%), mentre Intesa che nel 2017 ha assorbito le Popolari venete è scesa del 15% a 92.117 unità
di Antonella Olivieri
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Le banche cinesi restano saldamente al comando della classifica mondiale per dimensioni, ma sono un universo a sé. Nel confronto tra banche occidentali, invece, quelle Usa tornano a staccare le europee. Dalla ricognizione di R&S-Mediobanca sui colossi mondiali del credito emerge anche, in particolare, il ridimensionamento delle banche europee sul fronte degli sportelli e degli organici.
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La classifica
Le banche cinesi occupano sempre quattro posizioni tra le prime cinque per totale dell'attivo. In testa Icb of China (3.517 miliardi di euro di totale attivo) che condivide il podio con le connazionali Agricultural Bank of China (seconda con 2.871 miliardi) e China Construction Bank (2.856 miliardi). Quarta la banca americana JP Morgan Chase (2.703 miliardi). La prima delle europee, all'ottavo posto, è Bnp-Paribas (2.276 miliardi), che supera Hsbc (2.275 miliardi). Scivolano di quattro posizioni le italiane, al 26-esimo posto UniCredit (848 miliardi) e al 29-esimo Intesa-SanPaolo (817 miliardi).
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Il confronto Europa-Usa
Se il 2018 è stato un anno complessivamente positivo per le banche sulle due sponde dell'Atlantico, i numeri sono però nettamente a favore delle americane. I ricavi dei big del settore sono infatti aumentati dello 0,9% in Europa e 4% negli Usa, dove in particolare la crescita del margine d'interesse è stata del 5,1%, grazie anche ai quattro aumenti dei tassi, da un quarto di punto ciascuno, disposti nell'anno dalla Fed. Andamento divergente sul fronte delle commissioni nette – seconda voce di entrate – con un aumento dell'1,7% per gli istituti Usa e un calo dello 0,3% per quelli del Vecchio continente.


