Sanremo, Amadeus debutta con il 52,2% di share: è il record dal 2005
In testa le Vibrazioni, davanti a Elodie e Diodato. Nostalgia con Al Bano e Romina. Monologo contro la violenza sulle donne di Rula Jebreal, giallo Roger Waters
dall'inviato Francesco Prisco
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SANREMO - Il festival di Amadeus debutta con una media di 10 milioni 58mila telespettatori con il 52.2% di share. Un risultato percentuale che migliora quello dello scorso anno, quando la prima serata del Baglioni bis aveva fatto segnare una media del 49.5% di share con 10 milioni 86mila telespettatori. Ma soprattutto mette a segno la media più alta centrata dalla prima serata dal 2005, quando il festival condotto da Paolo Bonolis aveva ottenuto il 54.10 per cento. Amadeus parte insomma col botto, confermando ancora una volta la validità della lezione di Forrest Gump. Canta vittoria Fabrizio Salini, ad Rai divenuto bersaglio politico nella lunga vigilia festivaliera: «Grazie a tutto il pubblico e grazie a tutta la Rai. La 70esima edizione di Sanremo è la dimostrazione che il servizio pubblico può vincere qualsiasi sfida. Gli spettatori hanno premiato lo sforzo dell’intera azienda impegnata a costruire un Festival in grado di parlare a tutto il nostro pubblico. Questo è il Sanremo dell’inclusione che mira a parlare a tutti e a rappresentare tutti».
L’entusiasmo di Coletta
Su di giri anche il direttore di Rai 1 Stefano Coletta: «Non mi piace mai usare parole enfatiche ma dopo 15 anni, tocca farlo. Il direttore artistico Amadeus ha riportato in prima serata i Giovani e questo rende ancora più importanti i numeri». La prima parte si è attestata sul 51,3% di share, la seconda sul 52,2 per cento. «Considerando che nella programmazione della concorrenza non c’era vulnus, il risultato conferma la validità di quest’uomo». Il riferimento, ovviamente, è ad Amadeus. «Abbiamo avuto - continua Coletta - il 65% degli individui 15-24 anni con una maggiore presenza che, per ritrovarla, dobbiamo tornare indietro fino al 1994. Anche se è la 70esima edizione, il festival unisce insomma tradizione e innovazione. La curva è davvero molto stabile, non c’è caduta: chi è entrato nel gioco, è rimasto dentro. Tutto grande alla giustapposizione di tanti codici espressivi. Non solo la musica. Lo spettacolo non aveva nulla di artificioso, nulla di formattizzato. Questo Sanremo raccoglie target che in televisione ce li dimentichiamo».
Abbiamo tutti bisogno di pop
Il picco d’ascolto (10,5 milioni di spettatori) arriva alle 21.45 quando Amadeus dà il via alla gara. Picco di share (59,6) quando a mezzanotte Amadeus ed Emma escono per l’esibizione della cantante a piazza Colombo. «La costruzione della gara - sottolinea il direttore di Rai 1 - rimette al centro il racconto che piace agli appassionati del festival. La rottura della liturgia dell’Ariston, con l’uscita dal teatro, si è rivelata vincentea». Per Coletta: «Abbiamo tutti bisogno di tanto pop. Lo dimostra il fatto che il 57% dell’audience era pubblico laureato». Quanto ad Amadeus, «abbiamo bisogno di uomini autentici», secondo Coletta. Momenti clou: Fiorello-don Matteo viene salutato dal 43,2%, Tiziano Ferro su Almeno tu nell’universo porta un altro picco, il monologo di Rula Jebreal chiude in bellezza. Secondo Amadeus «Sanremo è tutta una grande prima serata. Compongo la scaletta pensando a un’armonia degli elementi, provando a valorizzare tutto quello che ho disponibile nel discorso televisivo». Fiorello si dice preoccupato: «Avevo scommesso che, se fosse andata bene, mi sarei vestito da Maria De Filippi. Mi sono messo in un brutto guaio».
Fiorello veste da prete, Achille Lauro si spoglia «come San Francesco»
Fiorello prete, meglio ancora: «Don Matteo, come l’unico Matteo che in Italia funziona». Achille Lauro che si spoglia di un ricco mantello e resta seminudo durante l’esecuzione del suo brano Me ne frego, in una performance che vorrebbe citare il San Francesco di Giotto ma non arriva neanche alla spallina del Renato Zero che fu. Il Sanremo di Amadeus flirta con sacro e profano, tra Diletta Leotta e Rula Jebreal. Gag non proprio riuscitissime e momenti di riflessione contro la violenza sulle donne.
Quanto alla gara dei Big, il verdetto della giuria demoscopica sulle prime 12 esibizioni mette al primo posto le Vibrazioni, poi Elodie, Diodato, Irene Grandi, Marco Masini, Alberto Urso, Raphael Gualazzi, Anastasio, Achille Lauro, Rita Pavone, Riki, Bugo e Morgan.






