Ecco i cibi che battono l’inflazione: più vendite di superproteici e senza lattosio
Secondo Gs1 Italy, alcune categorie crescono anche in termini di quantità acquistate, contro il trend generale che vede aumentare la spesa in euro a fronte di cali in volume. Soffrono di più le fasce di prezzo basse
di Emiliano Sgambato
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Alimenti ricchi in proteine e in sali minerali. Senza lattosio, senza uova o senza zucchero. Sono poche le categorie di prodotti alimentari che crescono anche in termini di quantità vendute nei supermercati, e non solo in termini di euro spesi (per effetto dell’inflazione). Il trend generale per quel che riguarda il carrello della spesa è infatti confermato anche dall’ultima edizione dell’Osservatorio Immagino di Gs1 Italy: scontrini più cari, ma meno quantità nel carrello. Con le eccezioni di cui sopra, ma anche con ampiezze del fenomeno differenti a seconda delle macrocategorie analizzate e dei prezzi.
«La storica e radicata difesa della qualità del cibo messa in atto dagli italiani ha faticato a reggere l’urto dei fenomeni così impattanti che hanno caratterizzato gli ultimi dodici mesi – spiega Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy –. Sono aumentati i prezzi e si è cominciato a vedere in modo netto come siano diminuiti i volumi, anche se in maniera diversa fra fasce di prezzo, con quella più bassa che ha mostrato la maggior sofferenza».
Non tutti i prodotti hanno subìto però dei tagli nelle quantità acquistate: «Tra i principali panieri analizzati dall’Osservatorio Immagino – continua Cuppini – i claim relativi al basso tenore di zuccheri, alla ricchezza in proteine e all’assenza di lattosio hanno aumentato le vendite anche in volume e non solo a valore. Evidentemente le caratteristiche di questi prodotti sono talmente importanti per i consumatori da non modificarne i comportamenti di acquisto».
Più nel dettaglio qui di seguito i risultati sintetici dei nove panieri riguardanti il food (su 12 totali, a loro volta suddivisi in sottocategorie, il report integrale è consultabile sul sito di Immagino Gs1).
I prodotti che richiamano sul packaging l’idea di “Italianità” (25.409 quelli analizzati, 8 tra claim, icone e indicazioni geografiche europee) nel 2022 hanno raggiunto un valore di 10,4 miliardi di euro di vendite, il 6,1% in più in termini di valore (in pratica gli incassi dei supermercati) ma per un corrispondente calo del 5% in quantità.

