La figlia del clan racconta la ’ndrangheta a caccia della libertà
di Raffaella Calandra
di Francesca Cerati
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Negli ultimi tre decenni (1990-2019) il numero di nuovi casi di tumori negli under 50 è aumentato del 79%. E secondo la ricerca appena pubblicata su Bmj Oncology, questa crescita sorprendente si registra a livello globale.
Finora la maggior parte di questi studi osservazionali si sono concentrati sulle differenze regionali e nazionali e pochi hanno esaminato la questione da una prospettiva globale o valutando i fattori di rischio per i giovani adulti, sottolineano i ricercatori dell'Università di Edimburgo in Scozia e della Zhejiang University School of Medicine di Hangzhou, in Cina che hanno condotto lo studio.
Nel tentativo di colmare queste lacune di conoscenza, gli autori dell’analisi hanno attinto ai dati dello studio Global Burden of Disease 2019 per 29 tumori in 204 paesi e regioni. Quindi hanno esaminato l'incidenza (nuovi casi), i decessi, le conseguenze sulla salute (attesa di vita corretta per disabilità) e i fattori di rischio nelle persone di età compresa tra i 14 e i 49 anni così da stimare la variazione percentuale annua compresa tra il 1990 e il 2019. In quest’ultimo anno, le nuove diagnosi di cancro tra gli under 50 sono state complessivamente 3,26 milioni, cioè il 79% in più rispetto al dato del 1990.
Nel complesso, il cancro al seno ha rappresentato il maggior numero di questi casi e dei decessi associati, rispettivamente 13,7 e 3,5/100.000 della popolazione mondiale.
Ma i nuovi casi di cancro alla trachea e alla prostata a esordio precoce sono aumentati più rapidamente tra il 1990 e il 2019, con variazioni percentuali annue stimate rispettivamente del 2,28% e del 2,23%. All'estremità opposta dello spettro, il cancro al fegato a esordio precoce è diminuito di circa il 2,88% ogni anno.