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Borsa: Europa incerta a meta' seduta col freno di Parigi, Milano (+0,01%) nel segno del risiko

Euro sotto 1,12$ I volta da aprile '25, greggio contrastato (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 05 ott - Borse europee incerte a meta' giornata, mentre i timori sulla tenuta fiscale e sul futuro politico della Francia alimentano l'avversione al rischio. Ulteriore elemento di incertezza e' poi la Spagna, dove il premier Pedro Sanchez ha annunciato elezioni anticipate il 29 novembre. In questo scenario, mentre resta naturalmente sotto i riflettori anche l'evoluzione delle guerre in Medio Oriente e Ucraina, il Ftse Mib di Piazza Affari e' poco mosso (+0,01%), mentre Parigi e' maglia nera a -0,92%. Invariata Francoforte (-0,01%), Londra sale dello 0,25%, Amsterdam dello 0,36% e Madrid dello 0,44%.

Tra i principali titoli milanesi torna a guidare le danze il risiko bancario, dopo che Intesa Sanpaolo (+0,52%) ha rilanciato l'Opas su Mps (+0,04%), condizionandola alla bocciatura del piano difensivo dell'a.d. Luigi Lovaglio. Il primo azionista di Siena, la Delfin della famiglia Del Vecchio, si e' inoltre impegnata ad aderire all'offerta di Ca' de Sass, mossa che potrebbe risultare decisiva per il successo dell'operazione. Ne approfitta Unipol (+4,3%), che in base al progetto di Intesa rilevera' poi il marchio e meta' della rete di Mps, fondendoli con Bper (+2,03%). Debole invece Mediobanca (-4,52%), per cui la banca guidata dall'a.d. Carlo Messina auspica lo stop alla fusione con Rocca Salimbeni, preferendo procedere all'integrazione di sua iniziativa dopo la chiusura dell'Opas.

Sul Ftse Mib salgono anche Avio (+2,54%) e Amplifon (+2,16%), mentre perdono terreno Prysmian (-1,96%) e Fineco (-1,33%). Al di fuori del paniere principale, Trevi guadagna il 5,81% dopo il rilancio di Webuild, che e' salita al 18,91% del capitale e alzato il prezzo dell'Opa a 5,165 euro per azione.

Sul mercato valutario, l'euro scivola sotto quota 1,12 dollari per la prima volta dall'aprile 2025 ed e' indicato a 1,1199 da 1,1250 venerdi' in chiusura. La moneta unica vale anche 176,86 yen (da 177,66), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 157,91 (da 157,73). Sul fronte dell'energia, il petrolio Wti per novembre e' in calo dello 0,23% a 90,90 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord di dicembre si attesta a 102,88 dollari, in salita dello 0,62%. Poco mosso il gas naturale ad Amsterdam: il contratto di riferimento si attesta a 74,5 euro per megawattora, in discesa dello 0,3%.

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