
Borsa: regge la tregua sui bond con Wall Street da record, Milano chiude a +0,87%
Tech e chip tornano protagonisti, giu' il petrolio (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 06 ott - La tregua sui bond e la frenata del petrolio hanno sostenuto oggi gli scambi sui mercati azionari, insieme alla spinta del comparto tecnologico arrivata dagli Stati Uniti dove l'S&P segna un nuovo record intraday. Le Borse europee chiudono tutte in rialzo: il Ftse Mib guadagna lo 0,87% e prosegue il recupero dopo lo scivolone della prima seduta del mese innescato dalla tempesta sui Titoli di Stato. Oggi i rendimenti dei Treasury a 10 e 30 anni sono in calo, rispettivamente a 5,26% e 5,64%, dopo aver toccato alla vigilia il nuovo massimo dal 2002. Si restringe anche lo spread fra Btp e Bund (105 punti) con il rendimento del BTp al 4,52% rispetto al 4,64% della vigilia.
In calo l'OaT decennale francese al 4,74% (ieri sera era al 4,86%). Il mercato continua a ridimensionare le attese per un intervento della Fed gia' nella prossima riunione di ottobre, guardando piuttosto a un possibile rialzo dei tassi a fine anno. L'allontanarsi dell'ipotesi di un aumento del costo del denaro, in un contesto di forti investimenti per sostenere il boom dell'AI, sostiene cosi' i titoli tecnologici e i produttori di chip. A Wall Street vola Marvell Technology (oltre il 7%) dopo aver presentato obiettivi di crescita di lungo termine nettamente superiori alle attese.
A Piazza Affari prosegue la serie positiva di Technoprobe (+2,8%) con acquisti anche su St (+2,2%) e Prysmian (+1,84%) al traino dei colossi tech Usa. Tra le banche, in evidenza Mps (+2,34%) che rimane sotto i riflettori dopo il rilancio dell'Opas di Intesa Sanpaolo (+1,26%). Bene UniCredit che chiude a +1,64% dopo che il leader russo, Vladimir Putin, ha di fatto dato via libera alla dismissione di parte delle attivita' in Russia. Chiudono in coda Tim (-3,66%) e Fincantieri (-3,55). Male anche Leonardo (-2,2%) e Avio (-2,6%) e i titoli oil.
Sul fronte energetico, il prezzo del petrolio continua a scendere grazie all'aumento dei flussi di greggio dal Medio Oriente e al ricorso alle riserve strategiche da parte dei Paesi del G7. Il Wti per novembre e' in calo dell'1,8% a 87,8 dollari al barile, mentre il Brent del Mare del Nord di dicembre si attesta in area 98 dollari, in flessione di circa il 2%. In rialzo invece il gas ad Amsterdam a 76 euro al megawattora (+3,6%). Sul mercato valutario, l'euro e' in lenta risalita a 1,1265 dollari (da 1,1219 in avvio e 1,1216 ieri in chiusura), dopo essere scivolato ai minimi da 17 mesi in area 1,1160. La moneta unica vale anche 178,08 yen (da 177,43 in apertura e 117,18 ieri). Il rapporto dollaro/yen e' a 158 (da 158,15 e 157,97).
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